Ha una doppia vita e muore in un grave incidente: l’assicurazione risarcisce moglie e amante

amante e moglie ricevono risarcimentoLa doppia vita di un uomo è venuta allo scoperto in seguito alla sua morte in un incidente. L’amante ha richiesto la parte di risarcimento che le spettava e l’assicurazione gliel’ha accordata

Aveva una doppia vita e per questo, dopo la sua morte a causa di un grave incidente stradale, l’assicurazione ha risarcito sia la moglie che l’amante. La particolare vicenda fa seguito al decesso di un uomo del Torinese avvenuto nell’autunno del 2020 e conclusasi, grazie alla mediazione del legale Gino Arnone, con il riconoscimento anche per l’amante della vittima, che l’uomo frequentava da molto tempo, dei medesimi diritti riconsciuti alla moglie. Prima del decesso moglie e amante non si erano mai incontrate e la coniuge dunque non sospettava che suo marito avesse una vita parallela. La relazione extra coniugale era però nota a molte persone ed era stata costruita approfittando del fatto che la moglie, con la quale aveva concepito un figlio, si trovava spesso fuori casa per lavoro. Con l’amante la vittima dell’incidente aveva anche preso in affitto un appartamento per trascorrere i tre giorni insieme in tranquillità e progettando di fatto una vita insieme all’insaputa della moglie di lui.

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Parla l’avvocato Gino Arnone

Tutto è venuto allo scoperto quando l’uomo, un operaio in trasferta, è andato a schiantarsi contro un furgone. La prima a dove riconoscere il cadavere è stata proprio l’amante dato che la moglie era in viaggio. Al momento di chiedere i danni dunque anche lei ha voluto la parte che a suo dire le spettava. Il tutto dopo aver dimostrato che “anche la fidanzata avesse titolo per entrare nella transazione (chiusa in via stragiudiziale con cifre piuttosto alte)”.

“Nessuno avrebbe potuto negare la legittimazione ad agire a quella donna che si era qualifica come ‘fidanzata della vittima’ e con cui, di fatto l’uomo viveva tre giorni su sette, dedicando gli altri quattro all’altra famiglia. Lei stessa è riuscita a dimostrare che con quell’uomo aveva un’aspettativa di vita insieme, con tanto di progetti per il futuro, esattamente come per la consorte legittima. Ha dimostrato che c’era la stessa intensità di affetti e anche una convivenza, nonchè una progettualità verso il futuro”, ha spiegato il legale.