Covid, Sileri: “Il peggio è alle spalle ma rischio aumento di contagi tra i giovani”

Coronavirus, Pierpaolo Sileri

Secondo il sottosegretario alla Salute i numeri confortanti di contagi e decessi indicano che il peggio dovrebbe essere passato ma occorre tenere alta l’attenzione in merito alle varianti

Dovremmo esserci lasciati il peggio alle spalle ma non è da escludere che nuove mini ondate di Coronavirus possano ancora colpire, e questa volta a farne le spese potrebbero essere i più giovani. A sottolinearlo è stato nel corso del suo intervento a Domenica In, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri il quale ha affermato che “il peggio dovrebbe essere passato” spiegando però che il “dovrebbe” è riferito al fatto che si tratta di “un virus particolare con mutazioni e varianti”, aggiungendo però che al momento “la situazione è sotto controllo”, sia in Europa che in tutti i Paesi dell’Occidente. Sileri ha dunque parlato con tono ottimista: “Non dobbiamo essere sempre negativi, le cose vanno bene grazie alla ricerca, alle nostre donne e uomini e grazie a ciò che è stato messo in campo”. Ma non bisogna abbassare la guardia. Sileri ha infatti sottolineato che “stiamo superando il virus, finalmente possiamo tirare un sospiro di sollievo. Il peggio dovrebbe essere alle nostre spalle, la situazione è attualmente sotto controllo in tutti i Paesi occidentali. Adesso i contagi potrebbero aumentare fra i più giovani, in particolare tra quelli sotto i sedici anni, per cui al momento non è prevista la vaccinazione”. In ogni caso il sottosegretario si è detto convinto del fatto che “i numeri andranno sempre meglio. Da domenica scorsa abbiamo due milioni in più di italiani che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e un milione in più che ha completato il ciclo vaccinale”.

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“Non mi ricandiderò, il mio posto è in sala operatoria”

Sileri, interpellato da Mara Venier, è entrato nel merito dei pazienti lasciati indietro: “Questo non è più accettabile. Riprendiamoci la nostra quotidianità nelle strutture ospedaliere, il Coronavirus deve divenire progressivamente un ricordo, caratterizzato purtroppo da 130mila morti in Italia” ha detto. Infine ha espresso un pensiero personale in merito al suo lavoro da medico e all’intenzione di concludere la sua esperienza politica a fine legislatura: “L’unico posto per il quale mi candido è il mio posto in sala operatoria a fine legislatura. Nessuno ci crede, ma io non continuerò con la politica. È stato un incontro bello, come una relazione extra-coniugale”.