Letta risponde a Draghi: “Giovani al centro della nostra azione. Io sono leader di un partito di sinistra”

Letta ha risposto a Draghi dopo la bocciatura della sua idea di ridistribuzione della ricchezza: “Sono leader di un partito di sinistra”.

Il segretario del Pd aveva proposto di istituire una “dote” per i ragazzi da poco maggiorenni, finanziandola con un aumento della tassa di successione sui patrimoni. Draghi si è opposto a ciò, con queste parole: “Non ne abbiamo mai parlato, non l’abbiamo mai guardata ma non è il momento di prendere i soldi ai cittadini ma di darli”.

La risposta di Draghi è avvenuta durante la conferenza stampa sul decreto Sostegni bis.

Letta aveva, infatti, detto ciò: “Noi mettiamo i giovani al centro della nostra azione, sono la parte più bistrattata e colpita dalla pandemia. Abbiamo chiesto loro un sacrificio per mettere in sicurezza la parte più fragile della nostra popolazione, ora dobbiamo ridare indietro. Sarebbe un bellissimo segnale di spinta ai giovani per lo studio, la casa, il lavoro”.

Dopo le parole di Draghi, Letta ha anche affermato: “Draghi fa il premier di una maggioranza eccezionale figlia di tempi eccezionali. Io faccio il leader di un partito di sinistra. Essere leali significa, anche, tenere il punto quando si è forti delle proprie convinzioni”.

Letta risponde a Draghi: “Lui fa il premier di una maggioranza eccezionale figlia di tempi eccezionali. Io faccio il leader di un partito di sinistra”

Letta ha continuato: “Perché il sostegno al governo è anche dire a Draghi e all’opinione pubblica che questo è il momento della redistribuzione delle ricchezze. Abbiamo il dovere di dare le risposte a chi non ha le spalle coperte alle famiglie di origine”.

Ma cosa aveva proposto in concreto Letta? La creazione di una tassa di successione su donazioni ed eredità milionarie, in modo da finanziare una dote di dieci mila euro per metà dei diciottenni italiani.

Il tema è stato evidenziato anche dal responsabile economico del Pd, Antonio Misiani: «C’è un tema enorme dei giovani che sono i grandi perdenti della crisi e hanno bisogno di un intervento sul fronte dell’equità. E se su come finanziarlo si può discutere, va tenuto ben presente che l’Italia è un paradiso fiscale per le grandi successioni ed eredità: oltre il milione di euro si paga il 4%, anche per cento milioni di euro di eredità e in Francia il 45%…”.