Separati dal figlio nato prematuro per le restrizioni anti Covid: “Non abbiamo potuto neanche toccarlo”

il piccolo nato con cesareo durante la quarantena covid

Una coppia è stata separata dal figlio appena nato a causa delle restrizioni legate alla quarantena per il Covid e ad una settimana di distanza dalla sua nascita mamma e papà potranno finalmente incontrarlo

Quando un bebè viene al mondo il primo istintivo gesto dei genitori è quello di tenerlo stretto a sè e di cullarlo. Ma Moe e Sarah Haidar non hanno potuto farlo, e sono stati separati immediatamente dal nascituro per oltre una settimana. La 27enne ha subito un cesareo d’urgenza a 30 settimane nell’ospedale di Brisbane il 1 giugno scorso: la coppia era da poco rientrata dal Qatar e stavano trascorrendo la quarantena in hotel quando sono emerse complicazioni con la gravidanza. È stata dunque portata al Royal Brisbane and Women’s Hospital dove i medici hanno optato per il cesareo facendo nascere in anticipo rispetto ai tempi il figlio Illays, immediatamente portato nell’unità di terapia intensiva neonatale mentre la coppia di Melbourne è stata trasferita in una stanza isolata Covid-19 dell’ospedale, in virtù delle restrizioni legate alla pandemia di Coronavirus. Da qui non hanno dunque potuto toccare con mano il piccolo Ilays con il quale sono rimasti in contatto attraverso chiamate e videochiamate quotidiane con le infermiere che si sono occupate di lui.

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Complicazioni durante la gravidanza: il piccolo nato con il cesareo

Nessuno dei due, dunque, ha toccato il bimbo dalla sua nascita. Fino al 9 giugno quando, alle 17:40 la loro quarantena è scaduta. “C’era un orologio davanti a noi e non abbiamo fatto altro che fissarlo per tutto il tempo”, hanno raccontato. Haidar, 29 anni, ha detto che durante tutto il loro calvario le infermiere sono state fantastiche, aggiungendo che il piccolo gode di buona salute. Ora la coppia intende trasferirsi nella Ronald McDonald House vicino all’ospedale fino a quando il piccolo non verrà dimesso. Il direttore sanitario del Queensland, la dott.ssa Jeannette Young, ha affermato che le decisioni prese si sono basate su principi sanitari specifici per proteggere la famiglia e le altre persone in ospedale. “Sono sicura che tutti capiranno che non possiamo davvero avere qualcuno potenzialmente a rischio di COVID che entra in un’unità di terapia intensiva neonatale”, ha detto a ABC Radio Brisbane. “È una situazione molto molto difficile per quei genitori”. La coppia completamente vaccinata contro il Covid e negativa al virus dopo il rientro in Australia dal Qatar, aveva prenotato voli da Doha a Melbourne ma erano stati cancellati: hanno dovuto aspettare sei settimane per un volo diretto a Brisbane dove hanno pianificato la quarantena, obbligatoria in ogni caso in Australia, prima di volare a Melbourne per la nascita del figlio. Ma le cose sono andate diversamente.