Drone si schianta e spaventa le sterne in un’area protetta: volano via abbandonando 2000 uova

uova di sterne

Decine di sterne terrorizzate a causa di un drone non autorizzato sono volate via da una riserva di nidificazione protetta abbandonando migliaia di uova.

Ben duemila uova abbandonate su una spiaggia a causa di un drone. C’è la mano dell’uomo nell’episodio avvenuto nelle scorse settimane e che ha coinvolto uno stormo di sterne che solitamente raggiungono, per nidificare, l’isola di Bolsa Chica, che con le sue zone umide rappresenta per questi uccelli il luogo perfetto per deporre le uova e controllarle fino alla schiusa. Ma un drone ha cambiato tutto, obbligando gli uccelli, terrorizzati, ad abbandonare i loro futuri piccoli fuggendo via dall’isola. Sulla zona vige il divieto di sorvolo con droni proprio per non spaventare gli uccelli ma qualcuni ha violato le regole provocando uno degli abbandoni più grandi mai registrati prima nella riserva ecologica di Hungtington Beach, come confermato da Peter Knapp, esperto nel monitoraggio di volatili in via di estinzione.

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La rabbia dei gestori della riserva: droni in aumento, è un grave problema

In questo periodo dell’anno sono centinaia le sterne che supervisionano le uova sull’isola. Come ricostruito dalla responsabile della riserva Melissa Loebel e da altri esperti che monitorano l’area, ben due droni sono passati in volo il 13 giugno scorso ma uno di essi, probabilmente a causa di un guasto, sarebbe andato a schiantarsi al suolo spaventando le sterne che si sono alzate in volo fuggendo senza più tornare. E dunque abbandonando di fatto almeno duemila uova. Il direttore del Dipartimento statale del pesce e della fauna selvatica Nick Molberry, ha sottolineato che quello dei droni rappresenta per le zone umide un problema molto serio: sempre più persone li alzano in volo per andare ad esplorare le zone di nidificazione mettendo così a repentaglio la schiusa delle uova andando di fatto a distruggere, con la loro azione scellerata, intere colonie nidificanti di uccelli. Gli esperti sono ora intenzionati a estrapolare informazioni dalla scheda di memoria del drone, che nessuno ad oggi ha rivendicato, allo scopo di provare ad individuare al proprietario.