Vanno al funerale di un parente: banda di ladri gli svaligia la casa

famiglia derubata

I carabinieri hanno messo fine all’attività di una banda di topi di appartamento che, con metodi spregiudicati, si sono introdotti in diverse abitazioni per portare via oro e preziosi

Si erano recati al funerale di un parente deceduto e, approfittando della loro assenza, alcuni ladri gli hanno svaligiato casa. L’incredibile episodio è avvenuto nel Salernitano, dove, dopo opportune indagini, è stata individuata una vera e propria banda di malviventi dediciti a furti in appartamento con i metodi più spregiudicati. La refurtiva rubata veniva, come accertato dai carabinieri del Comando provincia le di Salerno e di Mercato San Severino, venduta ai ricettatori. Si ritiene che il gruppo di topi d’appartamento abbia messo a segno diversi colpi prima di essere fermato: un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Nocera Inferiore su richiesta della Procura nocerina è stata dunque eseguita dai carabinieri del comando provinciale di Salerno nei confronti di sei persone. Tre di essse risultano essere destinatarie della misura della custodia cautelare in carcere, una agli arresti domiciliari mentre le altre due hanno ricevuto come misura cautelare il divieto di dimora nel Salernitano.

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Dovranno rispondere anche del reato di usura

Tra i furti messi a segno, come emerso dalle indagini, vi è anche quello compiuto mentre i proprietari erano usciti di casa per recarsi ad un funerale. I ricettatori erano persone collegate ad attività commerciali: con essere i ladri avevano creato una rete di contatti così da consegnare loro la refurtiva, principalmente oro ma anche una pistola di grosso calibro. Ma non è tutto: gli indagati sarebbero anche responsabili di diversi episodi estorsivi, picchiando anche in pubblico le proprie vittime per farsi consegnare denaro. Dovranno infatti rispondere anche del reato di usura: applicavano tassi che toccavano addirittura il 400% sulla somma di denaro elargita sotto forma di prestito. Dalle indagini è emerso che le vittime, in alcuni casi, non hanno denunciato gli aguzzini per il timore di ulteriori ritorsioni nei loro confronti.