Olimpiadi Tokyo, nazionale italiana di ciclismo preoccupata per il caldo estremo: “Ti brucia anche i polmoni”

temperature estreme a poche ore dalle olimpiadi

Situazione climaticamente difficile per gli azzurri del ciclismo su strada quella vissuta a Tokyo in vista dell’avvio delle Olimpiadi. Sulla vetta del Fuji toccati i 9 gradi, 34 a Tokyo

Un caldo talmente intenso ed asfissiante da mettere a dura prova la resistenza fisica degli atleti pronti per l’avvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Ad affermarlo sono i ciclisti italiani che hanno raggiunto il Giappone dove venerdì 23 luglio alle ore 13 italiane (le 20 ora locale) è prevista la cerimonia di inaugurazione con accensione della torcia olimpica e la sfilata delle 204 nazioni partecipanti. La nazionale italiana di ciclismo su strada, la loro è una delle gare più attese dell’intera Olimpiade, dovrà cimentarsi su un percorso lungo 234 km con partenza dal parco Musashinonomori di Tokyo e arrivo all’autodromo internazionale di Fuji, attraversando Prefetture di Kanagawa, Yamanashi e Shizuoka con 5 salite complesse, una delle quali prevista ad appena 33 km dal traguardo, lunga 14 km e con una pendenza media del 7%. Fatta questa premessa, la squadra allenata da Davide Cassani nella quale figurano Vincenzo Nibali, Damiano Caruso, Giulio Ciccone, Gianni Moscon e Alberto Bettiol, ha lamentato il caldo eccessivo registrato nel Paese dove nelle ultime ore sono stati raggiunti i 34 gradi a Tokyo e Yokohama e addirittura i 9 gradi a 3.778 metri di altitudine, sulla vetta del monte Fuji.

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“Sono Caruso e Moscon e non stanno mordendo l’aria per gioco. Sono impegnati nella salita di Mikuni pass, la più dura della prova olimpica. Hanno la bocca aperta alla ricerca di aria ma è talmente calda e umida che ti brucia anche i polmoni e non solo le gambe. Stanno faticando perché quel tratto, cementato, arriva al 18%. Lo sanno che quella sarà la salita decisiva ed è per questo che la stanno provando “a tutta””, ha scritto Cassani sui social commentando una foto dei due ciclisti italiani.

“Sudano talmente tanto che il sudore non è salato come il nostro”

Aggiungendo: “Uno di fianco all’altro come se avere un amico di fianco si senta meno la sofferenza, uno sprone a non mollare, a guardare avanti sperando che finisca quanto prima quell’agonia cercata, voluta. Ma se guardate bene non c’è il senso di fatica negli occhi di Moscon, guarda avanti, concentrato, deciso, in controllo. Si, forse un pizzico di timore ma quello giusto per studiare attentamente quel terribile tratto di strada. Sullo sfondo il Fuji la montagna sacra, simbolo del Giappone e naturalmente di queste olimpiadi. Sabato ci accompagnerà per tutto il percorso, speriamo che sia un lieto compagno“. “Se dovesse esserci questo caldo anche sabato, sarà una corsa ad eliminazione“, ha scritto l’allenatore aggiungendo inoltre “sudano talmente tanto che il sudore non è “salato” come il nostro“

 

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