Guadagnava la fiducia di giovani adolescenti, poi le ricattava: 27enne arrestato per abusi e prostituzione minorile

arrestato un 27enne

Diventava il loro confidente via chat per poi chiedere loro insistentemente video e foto osè. Le indagini scaturite dalla denuncia di una minorenne per abusi sessuali hanno portato a galla l’orrore

L’accusa nei suoi confronti è quella di abusi e violenze seriali nei confronti di minorenni, per i reati di pornografia minorile, prostituzione minorile, estorsione e atti persecutori con le aggravanti della minorata difesa e dei motivi abbietti. L’autore di tali agghiaccianti atti è O.G.B. un 27enne trato in arresto dai carabinieri a Catania dietro ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catania. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura etnea e condotte dal Nucleo Operativo dei Carabinieri di Catania, sono infatti emersi particolari raccapriccianti. Tutto è scaturito dalla denuncia di una 16enne la quale ha rivelato di essere stata contattata, nel mese di agosto di 4 anni fa, sui social dal 27enne che in seguito aveva abusato sessualmente di lei.

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L’agghiacciante modus operandi del pedofilo

Le autorità hanno effettuato un immediato sequestro dello smartphone di O.G.B. analizzandone i contenuti e trovando riscontro alle parole della 16enne ma non solo. Sono infatti emersi ulteriori particolari in merito ad abusi nei confronti di almeno altre cinque persone, tutte minorenni di età compresa tra 13 e 16 anni. Il 27enne aveva messo in atto con tutte il medesimo modus operandi: prima di tutto raccoglieva una serie di informazioni sul loro conto, poi le contattava via chat o videochiamate allo scopo di instaurare un rapporto di confidenza, per conquistare la loro fiducia e passare alla ‘fase’ successiva. Iniziando a chiedere loro ripetutamente di inviare foto o video osè e minacciandole di riferire, altrimenti, a genitori o fidanzati i dettagli delle loro conversazioni compromettenti oppure di inoltrare eventuali immagini già inviate. In questo modo, arrivando anche a minacciarle di riferire tutto a carabinieri e servizi sociali e di diffondere sul web il loro numero di telefono, riusciva a terrorizzarle al punto da estorcere loro
materiale pedopornografico.