Nucleare, addio a uranio e plutonio? Quasi pronto il primo reattore ai sali fusi di torio

addio a uranio e plutonio?

Entro agosto si concluderanno i lavori e a settembre partiranno i test del nuoco reattore nucleare ai sali fusi di torio cinese, una tecnologia che potrebbe rivoluzionare il modo di creare energia

La Cina ha messo in atto un piano mastodontico per quanto riguarda il settore dell’energia nucleare. Avviando la costruzione, ormai prossima al termine, del primo reattore nucleare al mondo a sale fuso di torio, che si caratterizza per essere meno raro del plutonio e dell’uranio e per avere una radiotossicità inferiore. L’obiettivo della Cina è
quello di impiegarlo per alimentare quello che sarà a tutti gli effetti il primo reattore al mondo a sali fusi, funzionante senza dover utilizzare acqua come refrigerante ed in
grado di solidificare, se esposto all’aria, il combustibile. Quello quasi ultimato sarà un prototipo da 2Mw che potrebbe apportare una serie di vantaggi nei processi di
produzione di energia elettrica dal nucleare: da decenni si studiano i reattori a sali fusi e già tra gli anni ’60 e ’70 venneri condotti appositi esperimenti negli Stati Uniti
ma questa tecnologia è avanzata con estrema lentezza preferendo uranio e plutonio al torio, anche e soprattutto per la possibilità di usarli nella costruzione di armi nucleari.

LEGGI ANCHE =>> L’annuncio di Bill Gates e Warren Buffett: trovato il sito per costruire un mini reattore nucleare

Come funzione un reattore nucleare a sali fusi

Le cose potrebbero ben presto cambiare: il torio nella fattispecie verrebbe disciolto in sale fuso che poi dovrà essere fatto scorrere, a temperature elevate, nel reattore. Il
sale liqido funzionerà dunque come refrigerante senza la necessità di realizzare sistemi di raffreddamento ad acqua a pressione elevata. In caso di eventuali incidenti inoltre,
qualora il combustibile dovesse essere esposto all’aria andrebbe a raffreddarsi in tempi rapidi diventando solido, riducendo ai minimi termini il rischio di contaminazione delle
aree circostanti. Il piano per sviluppare un reattore di questo tipo è stato approvato dalla Cina nel 2011 scegliendo come area di costruzione la città di Wuwei, nella provincia
di Gansu; i lavori dovrebbero volgere al termine nel mese di agosto avviando i primi test a settembre. Se tutto andrà come previsto la Cina non intende certo fermarsi qui,
costruendo ulteriori reattori a sale fuso in altre zone del Paese, raggiungendo potenze fino a 100 Mw, con l’obiettivo di completare il primo reattore commerciale entro il 2030.
Tra i più grandi limiti di questa tecnologia vi è il rischio di corrosione da parte del sale fuso radioattivo dei componenti dell’impianto. Inoltre il torio richiede l’utilizzo
di una certa quantità di uranio per innescare le reazioni nucleari.