Nonna scioccata: il nipote ha una crisi, l’agente gli spara. Morto dopo settimane di agonia

aveva 19 anni

Un adolescente è stato colpito a morte dalla polizia dopo che la nonna ha chiamato le forze dell’ordine per chiedere aiuto. Il 19enne era infatti in preda ad una crisi mentale ma, dopo l’arrivo degli agenti sul posto, vi è stata una sparatoria in merito alla quale i servizi di polizia di Fort Collins, Colorado, stanno indagando. Uno dei proiettili ha infatti raggiunto l’adolescente che martedì scorso è deceduto a causa delle ferite riportate, secondo quanto riportato in un rapporto dell’8th Judicial District Critical Incident Response Team. L’episodio risale al 16 agosto quando Judy Domina ha chiamato la polizia nella sua abitazion di Loveland per segnalare che il nipote Alex Domina era in predi ad una crisi di salute mentale e sava rompendo oggetti nell’abitazione, secondo quanto emerso dalla chiamata al 911 rilasciata dal locale dipartimento di polizia. Nel corso della telefonata si può sentire Judy riferire all’operatore che il nipote è stato ricoverato in passato per problemi di salute mentale e che ha tentato il suicidio più volte. Aggiungendo che ha avuto una crisi dopo che lei gli ha semplicemente chiesto di fare delle faccende domestiche ed impegnarsi di più.

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L’avvocato: “Necessaria formazione degli agenti sulla salute mentale”

“Per favore, per favore, trattatelo con cura“, dice Judy spiegando quali sono i problemi di salute mentale che affliggono il ragazzo. Poco dopo aver detto all’operatore che vuole venga arrestato dice che ha in mano un coltello e pochi secondi dopo intervengono gli agenti. I filmati della bodycam rilasciati mostrano l’agente di polizia Eddie Luzon entrare nel cortile di casa e incontrare Alex con in mano un coltello. Gli dice che vuole semplicemente parlargli e di posare il coltello ma il ragazzo inizia a camminare verso l’ufficiale nonostante l’agente gli ordini di fermarsi. “Fermati Alex, non lo fare” dice Luzon prima di esplodere quattro colpi di pistola. L’avvocato della famiglia, Mari Newman, ha spiegato che i parenti della vittima hanno definito queste ripresi “terribilmente difficili da guardare”. Aggiungendo: “Questo tragico risultato evidenzia la necessità di primi soccorritori con formazione sulla salute mentale per sapere come intervenire nel caso di chiamate come questa”.