Dura presa di posizione della scienza contro il convegno sulle cure domiciliari portato in Senato

Burioni, ‘Il Patto Trasversale per la Scienza’ e ‘Biotecnologi Italiani’ hanno stigmatizzato l’episodio: “Basta bufale”.

In Senato si è tenuto un convegno promosso dalla senatrice leghista, Roberta Ferrero, sulle cure domiciliari denominato ‘International Covid summit – esperienze di cura dal mondo’. Dura era stata la presa di posizione del virologo Roberto Burioni su Twitter: “Mentre ci troviamo in grave pericolo sanitario, sociale ed economico il Senato ospita un convegno dove vengono raccontate pericolosissime bugie e promosso l’utilizzo di farmaci che non solo sono inefficaci, ma anche molto dannosi. Qualcuno deve risponderne”.

Anche ‘Il Patto Trasversale per la Scienza’, associazione sostenuta fra i tanti anche da Burioni, e l’associazione ‘Biotecnologi Italiani’ hanno stigmatizzato l’accaduto. Ci riferiamo al fatto che informazioni pseudoscientifiche e non verificate sulle cure domiciliari abbiano trovato spazio in una sala del Senato della Repubblica.

“Basta bufale”, la dura presa di posizione dei virologi e delle associazioni scientifiche contro le fake news sulle cure domiciliari

Fra gli argomenti al centro degli interventi di relatori italiani e internazionali che hanno preso parte al convegno in Senato sul tema delle cure domiciliari contro Covid-19, ci sono state le diete, la nutraceutica, la carenza di vitamina D e l’uso dell’antiparassitario ivermectina. Tutte terapie ampiamente sconsigliate dalla comunità scientifica.

Questa la presa di posizione della comunità scientifica contro queste bufale: “Le terapie domiciliari definite ‘precoci’, e promosse attraverso i social, anche se vengono presentate come miracolose, non lo sono e costituiscono un rischio per i malati. Le cure domiciliari, serie, in Italia esistono e sono quelle regolamentate e basate su evidenze scientifiche”.

E ancora: “I casi Stamina e Di Bella ci dovrebbero aver insegnato a dubitare di chi promuove pseudoterapie senza portare prove scientifiche, ma solo racconti molto spesso privi di ogni riscontro. Abbiamo bisogno di una Medicina basata sulle evidenze, che devono essere pubblicate, discusse e condivise all’interno della Comunità Scientifica, e non di slogan dati in pasto alle piazze o sui media, il cui unico risultato è di creare false speranze nelle persone e indurle a non adottare comportamenti che potrebbero salvare loro la vita”.

Infine: “Si chiede pertanto agli organi competenti, dal Ministero all’Istituto Superiore di Sanità dall’Aifa al Consiglio Superiore di Sanità e al Garante per la privacy, ma anche agli Ordini Professionali e alle Società Scientifiche, di adempiere al proprio ruolo e di verificare ed intervenire rispetto a comportamenti che mettono potenzialmente a rischio la vita delle persone”.