Crede sia l’amante della sua compagna: lo pesta brutalmente fino a mandarlo in coma

Carabiniere

Immaginando fosse l’amante della sua fidanzata lo ha seguito e quando è rimasto solo, lo ha aggredito con una brutalità tale da farlo finire in coma. L’autore è finito in prigione con molteplici accuse

Stalking ma anche atti persecutori, violenza privata, lesioni personali aggravate e gravi. Con questa fitta serie di accuse un 32enne residente da anni a Trieste e con un lavoro regolare è stato tratto in arresto e portato in carcere. Un uomo accecato da una gelosia paraonica, come l’hanno definita gli inquirenti, che lo hanno portato a scagliarsi con una brutalità inaudita contro un ragazzo che pensava fosse l’amante della sua compagna. L’episodio è avvenuto il 29 luglio scorso quando Abdelghani Ghbar ha atteso che il giovane fosse solo per colpirlo con un violentissimo calcio al volto che lo ha fatto cadere a terra, incosciente. Ma l’aggressione non è terminata qui: il 32enne ha continuato a prenderlo a pugni fino a mandarlo in coma con il concreto rischio di provocargli danni permanenti. La persona finita in ospedale ha sofferto di vuoti di memoria ed altri problemi e rappresenta l’epilogo di una lunga serie di atti illeciti compiuti dal marocchino. In precedenza infatti aveva anche ripetutamente minacciato e pedinato la compagna, una 21enne di origini rumene.

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Le indagini: scoperta una lunga serie di insulti e minacce

Come riportato da Il Piccolo, il gip di Trieste Luigi Dainotti ha messo fine agli atti persecutori e alle violenze dell’uomo emettendo un’ordinanza di misura cautelare nei suoi confronti, con conseguente arresto da parte dei carabinieri. Nel corso dell’inchiesta sono emersi ulteriori retroscena legati alla gelosia dell’uomo, che lo aveva portato a pensare che la 21enne potesse avere un’altra relazione. Tra le minacce a lei rivolte vi erano le seguenti frasi: “Ti butto l’acido, o ti taglio la gola o ti picchio a morte”, quando lei aveva deciso di interrompere la relazione. Alla famiglia aveva inviato anche un video a luci rosse facendo loro credere che la protagonista fosse la ragazza. E ancora, l’aveva chiusa in casa senza cellulare e minacciata con un coltello puntato alla gola.