Attaccato e picchiato brutalmente mentre sta tornato a casa: “Non sono il primo e non sarò l’ultimo”

frattura alla cavità oculare e commozione cerebrale

Ha riportato una cavità oculare fratturata e una commozione cerebrale un uomo, attaccato da una banda di ladri mentre tornava a casa da un pub.

Lo hanno seguito e atteso il momento giusto per poi attaccarlo con feroce brutalità provocandogli ferite molto gravi. Ricorda ben poco di quanto gli è accaduto Stephen Johnstone, un uomo di 59 anni anni che ha rischiato la vita in seguito all’aggressione subita mentre stava tornando a casa dopo aver trascorso qualche ora al pub. A mettere in atto il terribile assalto è stata una band di ladri e teppisti che lo ha colto di sorpresa alle spalle iniziando a picchiarlo con violenza, tanto da provocargli una frattura dell’orbita oculare ed una commozione cerebrale, per poi sottrargli il suo telefonino e le chiavi del furgone. L’incidente è avvenuto sabato notte mentre Stephen stava tornando a casa da un pub a South Shields, Regno Unito, dopo aver bevuto con il figlio Michael. Quando ha tirato fuori lo smartphone per dire alla compagna che sarebbe rientrato più tardi del previsto, la gang ha agito attaccandolo improvvisamente da dietro.

La rabbia del 59enne: “È stato un attacco codardo”

“Ricordo molto poco”, ha detto l’uomo a ChronicleLive dopo essersi in parte ripreso dalle botte ricevute. “Mi trovavo a poco più di un chilometro da casa e, quando mi trovavo a circa 200 metri dalla porta è successo. È tutto ciò che ricordo fino a quando non mi sono svegliato”. Stephen, grato che le conseguenze non siano state peggiori, ha detto che “non sarà l’ultimo” a subire una cosa del genere e che in altre situazioni l’epilogo potrebbe essere ben peggiore. Quando si è svegliato ha preso un taxi per l’ospedale dove i medici gli hanno diagnosticato la commozione cerebrale e la frattura alla cavità oculare. Hanno dovuto applicare dei punti per riparare le ferite sul viso e gli è stato detto di tornare in ospedale per un’altra scansione alla testa. “Penso che questo sia un segno dei tempi – ha detto l’uomo – Non sono il primo e non sarò l’ultimo; è stato un attacco codardo, non è quello che ti aspetti di venerdì sera. Mi sono trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato”.

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“Se fosse stato qualcuno un po’ più fragile di me o un po’ meno robusto, ora potremmo parlare di qualcosa di completamente diverso” ha aggiunto il 59enne, grato di non aver riportato conseguenze peggiori. I suoi aggressori rimangono a piede libero e Stephen ha invitato chiunque sappia chi sono a farsi avanti. Il figlio ha chiesto a residenti o imprese locali se dispongono di telecamere a circuito chiuso: “Non ho intenzione di sedermi e non fare nulla, troveremo i colpevoli”.