Sviluppo sostenibile, perché è importante metterlo al centro dell’azienda

Il tema della sostenibilità d’impresa si fa più presente man mano che la sensibilizzazione sull’impatto ambientale e sociale aumenta e sempre più imprese scelgono di includere all’interno del proprio business e della propria strategia anche la dimensione ambientale ed economica. Del tema della sostenibilità si parla già dal 2015, anno in cui venne stilata l’Agenda 2030, ovvero l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, firmata da 193 paesi.

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All’interno sono presenti obiettivi e priorità di livello internazionale, come la lotta alla povertà e alla fame, l’eliminazione delle disuguaglianze e la salvaguardia dell’ambiente. Si tratta di un punto di riferimento importante per ogni tipo di azienda, sia che si tratti della piccola-media impresa italiana che opera in un contesto locale, sia che si tratti di grandi aziende con presenza internazionale. Infatti, ogni impresa è inserita all’interno di un contesto globalizzato da cui viene influenzata, proprio per questo è di fondamentale importanza, ora più che mai, mettere la sostenibilità al centro del proprio business.

Sostenibilità d’impresa: cos’è e perché è essenziale

Andrea Briganti, autore del libro “Anticipare il cambiamento. Sostenibilità, chiave della crescita aziendale” presentato alla DigitalWeek 2021, afferma che “la sostenibilità non è solo una sensibilità, ma un approccio strategico che ha un alleato formidabile nella tecnologia”.

Definire la sostenibilità non è semplice, ma si può riassumere in una serie di politiche aziendali che permettono all’impresa di perseguire le diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile. Questo, da un punto di vista concreto, significa integrare nel proprio flusso di produzione e distribuzione dei processi che tengono in considerazione l’impronta ambientale e sociale, col fine di generare valore sul lungo periodo. Quindi, operare in maniera sostenibile significa innanzitutto gestire in modo efficace e strategico le risorse che si hanno a disposizione, sia che si tratti di risorse naturali, sia che si tratti di risorse umane o finanziarie. Così facendo si contribuisce al miglioramento socio-economico delle comunità in cui si opera. Le soluzioni devono necessariamente essere innovative in quanto devono rispondere alla complessità del contesto in cui ci si trova. In questo senso è fondamentale che l’approccio sia inclusivo e trasparente, con un forte orientamento al progresso, così da poter far convivere la crescita economica con la sostenibilità sociale e la salvaguardia della natura.

 

 

Sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale

Le imprese che producono beni hanno come punto di partenza la diminuzione della propria impronta ambientale, che è frutto di una valutazione sul ciclo di vita del prodotto. Quindi, si inizia con l’utilizzo di materie prime di qualità, possibilmente derivate dal riciclo, con l’obiettivo di rendere il prodotto finale più duraturo oppure con parti sostituibili, affinché non sia del tutto usa e getta. Essenziale poi produrre meno rifiuti, soprattutto per le aziende con processi produttivi lunghi e complessi, che impattano sul territorio in diversi modi e momenti della produzione. Grande rilievo viene dato naturalmente alle fonti energetiche utilizzate per far funzionare le macchine, dove la preferenza ricade naturalmente sulle fonti rinnovabili. Infine, sostenibilità ambientale significa anche tenere conto del packaging e dell’imballaggio e dei mezzi utilizzati per il trasporto al consumatore finale.

Quando si parla di sviluppo sostenibile sociale, invece, si fa riferimento al raggiungimento dell’equità e delle condizioni di vita dignitose per tutti, oltre che l’eliminazione della povertà. In quest’ottica è necessario intraprendere delle azioni che affermino i diritti economici, politici, sociali e culturali delle persone che lavorano nel luogo in cui opera l’azienda, ad esempio valorizzando gli individui, favorendo l’integrazione e mantenendo le tradizioni del territorio.

 

I progressi delle imprese

Quindi, ad attivarsi affinché gli obiettivi dell’Agenda 2030 si realizzino sono sempre più imprese. Ci sono poi aziende che decidono di intraprendere questi percorsi giocando d’anticipo e quindi non adeguandosi a ruota alle normative europee, ma anzi cercando di anticiparle. “Per le aziende che invece sono ancora indecise – ribadisce Briganti – farebbero bene a prendere una decisione rapidamente”.

Tra le diverse proposte di sviluppo sostenibile spicca l’Ambition 2030 di Procter & Gamble, detentore di alcuni tra i principali marchi per la pulizia della casa, che si impegna a raggiungere in dieci anni il 100% degli imballaggi riciclabili e riutilizzabili, la riduzione del 50% delle emissioni di gas serra e l’approvvigionamento di elettricità al 100% da fonti rinnovabili. Per farlo si agirà su più livelli, dai brand alle abitudini di consumo, fino alla filiera di produzione e il coinvolgimento dei dipendenti in collaborazioni con organizzazioni esperte in tema di sostenibilità. È bene considerare infatti che P&G serve 5 miliardi di consumatori in tutto il mondo e quasi ogni famiglia italiana, proprio per questo è essenziale che gli obiettivi del progetto siano così ambiziosi.