Grande Fratello Vip 6, le sorelle Selassiè non sono vere principesse?

Secondo quanto rivelato dal settimanale “Oggi”, le sorelle Selassiè non sarebbero principesse.

Uno nuovo giallo, dopo quello riguardante la loro presunta finta laurea, vede protagoniste le sorelle Selassiè che, nella Casa del “Grande Fratello Vip 6” stanno facendo parlare soprattutto per le loro vicende sentimentali (Lulù è impegnata in un flirt con Manuel Bortuzzo, mentre Jessica è sempre più vicina al modello Samy Youssef).

Secondo quanto rivelato dal settimanale “Oggi”, le tre ragazze, che si sono presentate al reality show come principesse, poichè pronipoti dell’ultimo Imperatore di Etiopia, Hailè Selassiè, non avrebbero alcun titolo nobiliare. A tal proposito, il giornale spiega che il padre delle tre sorelle si chiamerebbe Giulio Bissiri e sarebbe figlio del giardiniere che lavorava nel palazzo imperiale. Giulio, a sua volta, avrebbe stretto ottimi rapporti con la famiglia imperiale:

“Giulio è nato effettivamente in Etiopia, figlio di un giardiniere italiano che lavorava nel palazzo imperiale di Hailé Selassié”. Come da migliore tradizione, vera o romanzata, il bambino giocava con i nipoti di Hailé Selassié ed era talmente ben voluto dalla famiglia imperiale da essere considerato uno di loro. Un po’ come nella favola-film “Prince of Persia””.

Una volta cresciuto e rientrato in Italia, Giulio avrebbe convinto alcuni discendenti legittimi di Hailé Selassié, caduti in disgrazia, a firmargli una delega che attestava la discendenza reale e a farsi passare, in seguito ad alcune modifiche nei documenti, per terzo nella successione imperiale etiope.

Sorelle Selassiè, il padre detenuto in carcere a Lugano

Nel frattempo, il padre delle sorelle Selassiè è attualmente alle prese con seri problemi giudiziari. Oltre alla truffa relativa alla discendenza imperiale, “Oggi” rivela anche che l’uomo è detenuto nel carcere di Lugano. Lo scorso giugno, secondo quanto riportato dal settimanale, è stato arrestato in Lussemburgo, per poi essere estradato da alcune settimane in Svizzera, dove trascorrerà tre mesi nel carcere di Lugano:

“Nel mandato di cattura internazionale emesso il 5 marzo scorso dalle autorità elvetiche per una truffa da 10 milioni di franchi, al chilometrico nome del “discendente” del Negus c’è una curiosa aggiunta, quella di Giulio Bissiri”.

Maria Rita Gagliardi