NN a tu per tu con Silvia Salemi: “Essere originali e sognatori per un futuro diverso”

Venticinque anni di carriera artistica , tra musica , scrittura, radio e tv. La cantautrice e musicista Silvia Salemi è tornata con il suo singolo ‘I sogni nelle tasche’ a cui hanno collaborato autori e penne del calibro di Marco Masini, Barbara Montecucco, Valerio Carboni e Marco Rettani. Una chiacchierata a 360 gradi, in cui la poliedrica artistica ci racconta la sua esperienza nel mondo musicale, da scrittrice e conduttrice radiofonica per Radio 2 e Isoradio. Nel mezzo sempre il suo rapporto vero e autentico con la musica e con il pubblico, in cui invita a essere sempre se stessi ma con la dovuta dose di originalità.

D: Venticinque anni di carriera musicale, tra tv e radio, in tutto questo tempo artistico, come è cambiato l’universo sonoro intorno a te e anche quello tuo personale?

R: Oggi i giovani hanno molta più preparazione, hanno a loro disposizione team, con cui partono, iniziano e sono già tutti molto preparati. Sono già “macchine” dello star stystem. Venti, o trenta anni fa era tutto molto diverso, ti misuravi un pò più con te stesso, ti proponevi e curavi la tua immagine da solo eri un proprio un “self-made” ma della musica. Ora è tutto più industrializzato, c’è meno lavoro “artigianale”, ma sicuramente l’una non prevale sull’altra, sono chiaramente delle evoluzioni, dei processi che avvengono nel tempo. L’importante è fare una musica onesta che rispecchia il messaggio che ognuno di noi vuole dare. La musica cambia poco, sono le persone che si evolvono, i sistemi che girano intorno ad essa.

D: Dagli esordi iniziali da ragazza del sud, cantautrice, come è stato il tuo approcciarti al panorama musicale nazionale, hai incontrato nel tuo percorso ostacoli oppure l’accoglienza è stata subito favorevole, che ricordi hai ?

R: Sicuramente per chi viene dal sud, oppure dal paese lontano, introdursi in percorsi e sistemi discografici non è facile. Se si ha carattere, pazienza e molta umiltà si può arrivare dovunque. L’importante è studiare, tutto nasce dall’impegno. Crederci e provare ad essere diversi, essere originali, proporre cose nuove, distinguersi ti rileva dal tutto e ti fa diventare qualcosa di interessante. Questo riguarda anche altre arti e discipline, come ad esempio lo sport.

D: E arriviamo all’ultimo singolo “I sogni nelle tasche” insieme a Marco Masini e a tanti altri. Mi racconti come nata questa collaborazione e anche amicizia artistica?

R: Io e Marco ci conosciamo da anni, come tanti artisti nel settore. Con il tempo è nato poi questo momento particolare, surreale, che c ha visto anche noi artisti del mondo della musica lavoro in smartworking. E’ stato tutto molto strano, però siamo riusciti nell’impresa di lavorare insieme anche ad un gruppo di autori molto affiatato, aggiornandoci continuamente su quello che avevamo lavorato e scritto ci è voluto un po’ di tempo e pazienza perché sicuramente guardarsi negli occhi è un’altra cosa, in confronto del lavorare a telefono o a computer, poi Marco ha una cifra stilistica molto riconoscibile. Non è stato difficile assolutamente mettere insieme le nostre idee, insieme a Barbara Montecucco, Valerio Carboni, Marco Rettani, che sono dei professionisti della penna e della musica. Basta parlarsi con le emozioni, volevamo dire, prettamente quello che abbiamo espresso nel singolo, una ricerca di una nuova consapevolezza, un futuro fatto anche di sogni e non solo di cose pratiche. Nelle nostre tasche portiamo sempre, le chiavi, i soldi etc. Per una volta abbiamo voluto mettere all’interno i sogni.

D: Tu che nasci musicista e cantautrice. Confrontarti in altri palcoscenici e realtà, pensiamo alla tua esperienza su Radio 2, oppure alla televisione, hai dovuto “modificare” e plasmare la tua vena artistica naturale per conoscere questi nuovi percorsi multimediali?

R: Sono mondi molto diversi ma dove il minimo comune denominatore è sempre il pubblico. Certamente se vesti il ruolo di conduttore, devi farti un attimino da parte, non sei più il protagonista, ma rendi gli altri protagonisti di tutto, raccontandoli e presentandoli nel percorso. Accettare questa nuova veste è stato molto bello e stuzzicante. E’ una nuova sfida che ti porta a studiare maggiormente te stesso, ma anche le carriere degli altri. Quando sono in radio parlo di musica, o a Radio 2 o a Isoradio, svolgo un lavoro di ricerca e documentazione , arricchendo il bagaglio musicale e di conoscenza e poi è entusiasmante perché sei al contatto diretto con il pubblico. Poi comunque la mia esperienza teatrale e da scrittrice mi ha fatto capire che posso parlare anche ad un pubblico silenzioso, perché alla fine in un libro a parlare sono le parole. La comunicazione è la chiave di tutto ed è sempre presente in tutte queste strade artistiche.

D: La musica ha recentemente vissuto un momento buio e di profonda tristezza, come vedi la tanto sperata ripartenza con il riavvicinamento del pubblico?

R: Io mi auguro che il mondo della musica reagisca come una leonessa, un grande leone che non si fa mangiare dagli avvenimenti ma li cavalca in modo positivo. Dopo un periodo di grande distanziamento musicale, l’auspicio è quello di ritrovarci a sudare sotto e sopra un palco, con il pubblico a mandarci la sua energia vitale, vera, questo credo sia il desiderio di tutti. Speriamo che sia al più presto vicina questa vecchia emozione.

D: Quali sono i progetti o le date per il tuo singolo ‘I sogni nelle tasche’?

R: Adesso sono in fase in cui non possiamo fare tour prettamente solo per il singolo essendo un momento storico particolare. Ci auguriamo di poter portare all’aperto uno spettacolo agile, augurandoci che non ci siano altri colpi di coda. Ad oggi i tempi sono cambiati bisogna ragionare un passo alla volta, si ragiona brano dopo brano.

Sergio Cimmino