Colombia, una media di quattro decessi a settimana per la difesa dell’equilibrio della natura

Il Paese sudamericano si conferma il luogo più pericoloso al mondo per chi lotta in difesa dell’ambiente e dell’equilibrio della natura.

In Colombia chi difende la natura e il proprio territorio viene preso di mira dal narcotraffico, dalla corruzione dilagante e da chi gestisce le miniere illegali. Sono le tribù indigene a pagare il prezzo più alto in termini di vite umane. Ma non solo chi vive ai margini e dentro le foreste dell’Amazzonia. Anche chi li sostiene, come i leader contadini e gli attivisti sociali, rischia ogni giorno la vita in difesa della natura e dell’ambiente.

Secondo i dati Global Witness, nel 2020 sono morte ben 227 persone, un numero in crescita rispetto ai 212 dell’anno precedente. Una media di quattro morti a settimana, un numero sconvolgente.

In Colombia il numero di persone morte in difesa dell’ambiente è impressionante. Francia Marquez: “Non c’è possibilità di ottenere giustizia e quando cerchiamo di farlo è lenta e inefficace”

La Colombia è uno dei paesi con la più vasta biodiversità del Pianeta. Sono tantissime le persone a voler difendere la natura e le sue incredibili diversità dai progetti industriali, dalle dighe, dalla costruzione di centrali idroelettriche a forte impatto ambientale e dagli scavi nel sottosuolo.

Queste le parole dell’ambientalista e politica colombiana Francia Marquez, candidata per le presidenziali del 2022: “C’è un chiaro vincolo tra la violenza armata e il modello di sviluppo economico. Questo fa che la Colombia sia il Paese con il più alto numero di leader ambientalisti assassinati. Non c’è possibilità di ottenere giustizia e quando cerchiamo di farlo è lenta e inefficace”.

Messico e Filippine seguono la Colombia in questa triste classifica sul numero di morti in difesa di natura e ambiente.