“Potremmo tornare al 2020. Punto e a capo”: le inquietanti previsioni sul Covid di un gruppo di scienziati

Questa la conclusione di sei scienziati americani: “Sars-CoV-2 non può essere eradicato, visto che sta crescendo in più di una dozzina di specie animali”. Il virologo Palù: “Immunità di gregge impossibile da raggiungere”.

Il quadro sul Covid che emerge su un saggio apparso sul numero di luglio-agosto 2021 di ‘Foreign Affairs’, firmato da sei scienziati di università americane, è davvero poco rassicurante.

Queste le parole degli scienziati: “È ora di dirlo a voce alta: il virus che sta dietro la pandemia del Covid-19 non se ne è andato. Sars-CoV-2 non può essere eradicato, visto che sta crescendo in più di una dozzina di specie animali. Tra gli uomini, l’immunità di gregge, una volta lanciata come l’unica soluzione, è irraggiungibile. Molti Paesi semplicemente non hanno vaccini sufficienti, e anche tra i pochi fortunati che ne hanno in abbondanza, troppa gente sta rifiutando di farsi la puntura”.

E ancora: “Potremmo tornare al 2020: punto e a capo. L’esplosione delle varianti ha dimostrato la vulnerabilità del vaccino in alcuni Paesi. Il virus c’è e ha intenzione di restare. Che cosa possiamo fare per rassicurarci?”.

Il virologo Palù: “Certamente il Covid-19 rimarrà con noi. È il destino di tutti i virus pandemici”

Anche Giorgio Palù, microbiologo, virologo e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), intervistato da Bruno Vespa, è apparso scettico sulla fine prossima della pandemia. Queste le sue parole: “Certamente il Covid-19 rimarrà con noi. È il destino di tutti i virus pandemici. Come rimarrà? Non lo sappiamo con certezza, molto probabilmente in forma endemica. L’unico confronto possibile è con le pandemie da virus respiratori del passato: nel secolo scorso, quando avemmo le tre pandemie di influenza (la spagnola nel 1918, l’asiatica nel 1957, la Hong Kong nel 1968), il mondo era abitato, rispettivamente, da 1,7, 2,5 e 4 miliardi di persone. Oggi siamo a 8. Ma allora il virus non raggiungeva nicchie di popolazione isolate. Oggi il Covid è arrivato in Antartide. Un miliardo e mezzo di persone abita in India, dove è vaccinato il 2 per cento della popolazione. Un altro miliardo e mezzo sta in Cina, che ancora non ci dice nulla su quello che è successo a Wuhan, non ci fornisce dati, ma ha vaccinato centinaia di milioni di persone con vaccini poco efficaci e non ci sta dicendo come evolve l’epidemia. E questo è inaccettabile”.

Il presidente dell’Aifa ha parlato di impossibilità nel raggiungimento dell’immunità di gregge: “Non è possibile in un mondo globalizzato, con l’Africa non vaccinata e i casi che continueranno a crescere. Potremmo inoltre assistere a un ping pong tra uomo e animali. Il Coronavirus è il virus più diffuso tra gli animali e sono almeno dieci le specie in cui può insediarsi il Sars-CoV-2. I danesi hanno sterminato 20 milioni di visoni, ma non è sufficiente. Con il morbillo e la poliomielite, bastava vaccinare il 90 per cento della popolazione per avere l’immunità di gregge nei Paesi colpiti. Oggi, con il Covid e circa 2 miliardi di persone vaccinate e due terzi di mondo che non lo sono, la missione è impossibile, perché non ce la faremo mai a vaccinare il 90 per cento di una popolazione che viaggia da un continente all’altro”.

Infine, le parole di Palù sull’origine del Covid: “L’allarme – è noto – fu dato dai cinesi in ritardo. La Cina non ha mai chiarito fino in fondo le cause dell’origine del virus. Personalmente credo che si sia trattato di un incidente di laboratorio a Wuhan. Era già successo in altri laboratori cinesi con virus e batteri altamente contagiosi, cosi come negli Stati Uniti e in altri posti. E, intanto, noi dobbiamo imparare a convivere con il Covid”.