Le parole di Amanda Knox alle ‘Iene’: “Dipinta come la persona più brutale del mondo”

Amanda Knox ha parlato per la prima volta a una tv italiana (alle ‘Iene’) a distanza di 10 anni dal suo rientro negli Stati Uniti e dopo 14 anni dall’omicidio di Meredith Kercher.

Amanda Knox ha trascorso quasi quattro anni in prigione, in seguito alla sua condanna per l’omicidio nel 2007 di Meredith Kercher, una studentessa di scambio che condivideva il suo appartamento a Perugia. Una vicenda giudiziaria che ha più volte ribaltato la situazione. Infatti, la Knox fu prima condannata, poi assolta in appello, poi nuovamente condannata (a seguito della decisione della Cassazione di ripetere il processo), infine ritenuta definitivamente e del tutto non colpevole dall’accusa di aver ucciso la coinquilina.

L’intervista esclusiva realizzata da ‘Le Iene’ andrà in onda questa sera. Nel servizio si sentiranno anche le parole di Raffaele Sollecito, con cui la Knox, ai tempi del delitto di Meredith, ebbe una relazione.

Amanda Knox alle ‘Iene’: “Io e Raffaele dipinti nel modo in cui l’accusa ha voluto dipingerci, così da convincere le persone della nostra colpevolezza”

Questi alcuni stralci significativi dell’intervista alla Knox: “In quattro anni di carcere ho visto i media italiani dipingermi come la più brutta persona, non mi conoscevano, non mi parlavano. Hanno inventato la persona più brutale del mondo. L’immagine di me era di una bugiarda, razzista, ossessionata dal sesso, che voleva male alla gente. Tutto quello che di più brutto si può dire di una donna l’hanno riferito a me”.

E ancora: “Io e Raffaele siamo stati dipinti nel modo in cui l’accusa ha voluto dipingerci, così da convincere le persone della nostra colpevolezza. È difficile andare avanti nella vita quando sei collegata a una vicenda così tragica e orrenda come l’omicidio, quando non c’entri niente. Resta addosso, come è rimasto addosso a Raffaele. So che anche lui soffre”.

La Knox ha parlato anche di Rudy Guede, l’unico condannato per l’omicidio di Meredith: “Non lo conosco, posso solo pensare su quello che so. So che ha ucciso Meredith e so che lui non ammette di averlo fatto e che punta il dito contro me e Raffaele. Cambia sempre versione per allontanarsi, soprattutto dopo essere stato arrestato. Penso che lui non si sia reso veramente conto delle conseguenze delle sue azioni. Lui era un uomo armato contro una donna senza arma, non deve essere per forza più complicato di così”.

Queste, invece, le parole di Sollecito: “Dopo il male che mi è stato fatto, dopo gli errori che in questo caso sono stati fatti, l’ingiustizia rimane. L’assoluzione passa in secondo piano, non se ne parla più tanto e mi trattano come una persona che l’ha fatta franca”.