Erotismo all’ombra del Vulcano: ritrovata una collezione privata di oltre 100 disegni

Non solo Vitaliano Brancati, Ercole Patti e Romeo Prampolini: nella Catania degli anni 20 e 30 del Novecento tanti artisti “misero testa”, come si dice all’ombra del Vulcano, al tema dell’erotismo.

Nel “più grande bordello a cielo aperto d’Europa” – questo era il non molto onorevole epiteto della città – Eros la faceva da padrone: tra le vie del centro storico, nelle notti grondanti effluvi marini, uomini, donne e varia umanità si aggiravano sudati e famelici. Certo, non tutti potevano dar più o meno libero sfogo a pulsioni che rasentavano l’assillo: un maestro elementare di un paesino vicino Catania, di cui non faremo i nomi per motivi di privacy, non potendo entrare nel furioso circolo notturno, nel buio del suo studiolo, dava contorni a turbinosi amplessi, a immagini di fantastica pornografia, creava racconti all’insegna della più irrefrenabile coprolalia. Gli oltre 100 disegni che sono giunti a noi, a quasi un secolo dalla loro realizzazione, costituiscono un vero a proprio archivio della sessualità dell’autore: perversa o serena che fosse.

Possiamo considerarli come necessario disinnesco di una esuberanza costretta dai tempi a non esplodere e quindi potenzialmente pericolosa soprattutto in un formatore di giovani; in questa produzione sono evidenti le influenze degli autori suoi contemporanei: da D’Annunzio, in ambito letterario, a Rojankovsky. In particolare, con quest’ultimo il nostro autore condivide anche lo stesso interesse per la pedagogia: il primo ha pubblicato una serie di libri per ragazzi, l’altro era, come detto, insegnante di scuola.

Il richiamo però più evidente è alla produzione di Felicién Rops: i temi e i toni esasperati del tratto grafico del maestro siciliano rivelano l’influenza che l’artista belga ha esercitato su di lui; figure femminili di debordante carnalità, sfondi carichi di surrealismo a volte gotico, paradossali umanizzazioni di membri virili.

Il ritrovamento della collezione privata è un’ulteriore riprova della temperie erotica che si respirava in Sicilia, a Catania in particolare, nella prima metà del 1900.