Reddito di cittadinanza, fingevano di avere figli o nascondevano ville: 30 indagati, sottratti oltre 200mila euro

30 indagati

Si moltiplicano le truffe legate al reddito di cittadinanza e, dopo quelle scoperte nelle scorse settimane, riguardanti centinaia di persone, ne è venuta alla luce un’altra che riguarda trenta indagati per un danno complessivo superiore ai 200mila euro

I buchi normativi della legislazione riguardante il reddito di cittadinanza stanno portano ad una quasi quotidiana scoperta di truffe riguardanti l’indebita percezione di somme di denaro. L’ultima delle quali arriva dalla cittadina di Monza ed interessa una trentina di persone, tutte indagate, per aver ricevuto il reddito indebitamente provocando un danno allo stato superiore ai 200mila euro. Le indagini condotte dai carabinieri di Monza hanno permesso di identificarle tutte: dagli approfondimenti è emerso che ognuno di loro utilizzava strategie differenti per richiedere il reddito di cittadinanza, indicando ad esempio di avere figli a carico oppure sostenendo falsamente di essere residenti in Italia da oltre dieci anni. Vi è poi chi possedeva ville o altri immobili e non li dichiarava, spacciandosi così per nullatenente.

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Pochi giorni fa scoperta un’altra maxi truffa del reddito

Gli inquirenti hanno effettuato un attento confronto dei dati anagrafici con certificati penali, i documenti forniti all’Inps e la situazione dei carichi pendenti e l’analisi incrociata dei dati ha portato alla luce la truffa: ovvero la presentazione di documenti completamente falsi nei quali si dichiaravano nullatenendi oppure inserivano componenti familiari inesistenti. Un metodo già portato alla luce in un’analoga maxi truffa scoperta dalla Guardia di Finanza e che ha fatto scattare le indagini della Procura di Milano. In quel caso la truffa avrebbe potuto sottrarre alle casse dello stato una somma di almeno 60 milioni di euro.