“Feci una figuraccia con Mina, mi telefonò e…”: tutte le gustose rivelazioni di Panatta

Il grande ex tennista Adriano Panatta ha rivelato parecchi aneddoti sul suo passato nel corso di un’intervista.

A ‘Libero Quotidiano’ Adriano Panatta ha rilasciato una piacevole intervista, nella quale sono stati rivelati particolari simpatici su alcuni episodi del passato. Oggi Panatta vive a Treviso e con il figlio Alessandro gestisce ‘Blu’, una società di promozione sportiva.

Sulla sua attività imprenditoriale: “L’idea di gestire un centro sportivo come questo mi ha reso felice. Dopo lo tsunami pandemico molti hanno mutato il proprio stile di vita e di fare sport. Il circolo è vita d’insieme. Qui ci sono 6 campi da tennis, 6 da padel, due palestre, una spa, una grande piscina e, ovviamente, un ristorante”.

Sulla sua preferenza verso Federer, Nadal o Djokovic: “Domanda capziosa. Mi salvo dicendo che Roger è quello che gioca meglio a tennis”.

Questo il pensiero di Panatta sulle Finals in corso a Torino: “Djokovic, è lui lo strafavorito. Ieri ha fatto secco Ruud. Se non vince Nole, evento difficile, dico Medvedev o Tsitsipas”.

Panatta racconta una serata con Tognazzi e Villaggio: “Mi telefonarono prima di un match decisivo a Montecarlo. Passai la notte a soccorrere Ugo che vomitava nelle aiuole del Casinò”

Panatta ha rivelato un curioso episodio su una sua gaffe: “Feci una figuraccia epocale con Mina. Erano tempi in cui mi squillava sempre il cellulare. Un giorno, a Forte dei Marmi, l’ennesimo esasperante trillo: ciao Adriano, sono Mina. E io: sì, e io sono Ornella Vanoni… Le chiusi il telefono in faccia”.

Sul famoso doppio con Paolo Villaggio contro la coppia Pietrangeli-Vittorio Gassman: “Vittorio voleva vincere a tutti i costi, era un agonista pazzesco, un ex azzurro di basket. Di Paolo amavo il lato comico, grottesco e cinico. Però non ricordo chi vinse quel doppio”.

Infine, un aneddoto su una serata in compagnia di Tognazzi e Villaggio: “Ugo e Villaggio mi telefonarono prima di un match decisivo a Montecarlo: Adriano, ceniamo insieme alle 20 così vai a letto presto. Arrivarono a mezzanotte! Mangiammo all’una, poi ho passato la notte a soccorrere Ugo che vomitava nelle aiuole del Casinò. Il giorno dopo Vilas mi ha massacrato”.