Gas tossici alle stelle a Vulcano, divieto di dormire nelle zone a rischio: al via l’evacuazione dei residenti

ordinanza urgente

Il sindaco ha emanato un’ordinanza che impone il divieto di dormire nelle zone a rischio di Vulcano dalle 23 alle 6, troppi i rischi legati ai gas tossici emessi dal cratere

Volenti o nolenti da lunedì 250 famiglie dovranno lasciare le loro case: lo ha deciso il sindaco di Lipari Marco Giorgianni che ha emesso un’ordinanza per proibire ai residenti dell’area portuale e delle aree limitrofe di dormire nelle loro case dalle 23 alle 6 del mattino. Si tratta di una zona a rischio a causa dei preoccupanti livelli di gas emessi dal cratere vulcanico, che hanno spinto anche il governo Musumeci a dichiarare, nella giornata di venerdì 19 novembre, lo stato di crisi. Si rende dunque necessaria un’evacuazione, troppa è la preoccupazione per la tossicità di quei casi composti da anidride carbonica e solforosa che fuoriescono da diversi punti alle pendici del vulcano. Un fenomeno così intenso da spingere i vulcanologi a lanciare l’allarme e la Protezione Civile a coordinare le procedure di evacuazione degli altrettanto preoccupati residenti nelle loro seconde case, da amici, parenti o in strutture messe a disposizione dal comune. Spostandosi in zone più tranquille dell’isola come Vulcanello, Gelso e Piano.

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I residenti sono preoccupati: “Non esiste un piano b”

Dato che l’anidride carbonica pesante si muove verso il basso il primo cittadino ha ricevuto dagli esperti comunicazione in merito ai rischi che, dormendo, qualcuno possa inalarla subendone le conseguenze. L’ordinanza copre un lungo periodo di tempo, ovvero un mese; la giunta potrà comunque modificarla prima del tempo, se la situazione dovesse migliorare e, in particolare, per chi abita ai piani alti delle zone considerate a rischio. In ogni caso l’ordinanza riguarda esclusivamente le ore notturne e quando lunedì entrerà in vigore il trasferimento dei residenti dovrà essere completato mentre durante il giorno potranno far rientro a casa o rimanere all’esterno nell’area portuale. Chi abita qui definisce la situazione non buona: i timori sono legati al fatto che fumi e gas possano continuare a fuoriuscire per anni e questo rischierebbe di compromettere il futuro dell’isola e dei suoi abitanti. Insomma nessuno, come da loro affermato, “può garantire che torneremo come prima. Che ne sarà delle nostre case, delle nostre attività, del lavoro, dei nostri animali e del turismo?“.