Pensa sia un virus allo stomaco ma è un cancro: papà di una bimba di 4 anni scopre di avere pochi mesi di vita

solo 18 mesi di vita

Ha scoperto tutto da solo in ospedale, dove si trovava ricoverato per quello che pensava essere un virus allo stomaco. In realtà era un tumore al quarto stadio

Ad un padre è stato detto dai medici che sarebbero rimasti probabilmente meno di 18 mesi di vita, il tutto dopo che pensava di essere stato ricoverato per un virus allo stomaco. Purtroppo dagli accertamenti è emerso che la situazione era ben peggiore di quanto inizialmente diagnosticato dai medici: Jonathan Silcock, sposato con Chelsea e padre della piccola Rosaleah di 4 anni, ha dovuto elaborare la devastante notizia da solo in ospedale, a causa delle restrizioni anti Covid ed ora deve essere alimentato attraverso un tubo. Subito dopo la diagnosi il 37enne di Cheetham Hill, Manchester ha iniziato estenuanti sessioni di chemioterapia, purtroppo poi interrotte poichè il trattamento stava causando la crescita del cancro. Come riportato dal Manchester Evening News il padre, che ha anche una paralisi cerebrale, si è recato dal medico di famiglia a febbraio dopo aver notato che stava perdendo rapidamente peso e che vomitava regolarmente dopo aver mangiato.

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Dopo un’endoscopia e una biopsia, gli è stato detto che aveva un cancro al pancreas al quarto stadio. “Mi è stato detto che sarebbero passate alcune settimane prima che i test arrivassero, ma sono passati solo quattro giorni quando ho ricevuto una chiamata nella quale mi si chiedeva di discutere i risultati”, ha spiegato Jonathan. Ha detto che all’arrivo è stato accolto da due infermiere Macmillan e “ha capito subito che si trattava di cancro”, ammettendo che è stato uno “shock”. “Sono entrato e uscito dagli ospedali molto spesso nel corso della mia vita ma non mi aspettavo questa notizia e ho iniziato subito a preoccuparmi per Chelsea e Rosaleah”. Determinati a non darla vinta al cancro la coppia si è sposata prima del tempo, a giugno. Settimane dopo quel giorno i medici gli hanno detto che il cancro si era diffuso anche all’intestino e all’esofago, per poi raggiungere successivamente i polmoni, riducendo la sua aspettativa di vita a non più di 18 mesi.

Il drammatico racconto dell’uomo

“Mi hanno detto che il cancro si stava diffondendo e che dovevo interrompere immediatamente la chemio, che era la mia unica opzione di trattamento. Sono dovuto andare a casa e raccontare la notizia a tutta la mia famiglia e loro continuavano a dirmi che avevo passato di peggio e che potevo batterlo”. “Ho chiesto ai medici di smettere di dirmi quando si era diffuso perché semplicemente non volevo saperlo”, ha spiegato il 37enne. “Era solo un’altra brutta notizia che non volevo affrontare.” Oltre al sondino per l’alimentazione, Jonathan usa una sedia a rotelle e soffre di affanno: la moglie si occupa di lui a tempo pieno e Jonathan è ora determinato a trascorrere il tempo che gli rimane da vivere creando ricordi con la sua famiglia in modo che “possano guardarsi indietro a sorridere”. “Mia figlia ha solo 4 anni e mi ha visto passare tutto questo, non è giusto”.