Valentina Misseri accusa il padre e scagiona madre e sorella: le sue parole

In una lunga intervista Valentina Misseri è tornata a parlare dell’omicidio di Sarah Scazzi avvenuto ad Ametrana 11 anni fa.

Sono passati 11 anni dalla terribile tragedia di Avetrana. Per la morte di Sarah Scazzi sono stati condannati Sabrina Misseri, Cosima Serrano e Michele Misseri. Ma Valentina Misseri è tornata a parlare dell’omicidio della cugina. Lo ha fatto in una lunga intervista pubblicata dal settimanale ‘The Post Internazionale – Tpi’, in edicola da venerdì 26 novembre.

Valentina ha ribadito più volte che le colpe dell’omicidio sono esclusivamente del padre e che sua sorella e sua madre sono innocenti.

Questi i punti più interessanti dell’intervista: “La mia famiglia è stata distrutta. Sono tutti in carcere e anche io, se quel maledetto giorno non fossi stata a Roma, adesso sarei dietro le sbarre. Questo è un clamoroso errore giudiziario, ed è assurdo che nessuno si renda conto di quello che è accaduto. Un’ingiustizia senza precedenti. Mia madre e mia sorella sono state condannate con una tripla conforme all’ergastolo, e continuano a dirsi innocenti. Mio padre sta scontando gli ultimi anni di pena e non smette di definirsi colpevole. Un cortocircuito unico nella storia del diritto italiano, cui nessuno però da ascolto”.

Valentina Misseri: “Ingiustizia senza precedenti. Mia madre e mia sorella sono in carcere da innocente, l’unico colpevole è mio padre”

Valentina ha continuato: “Leggendo i documenti, confrontandomi con gli avvocati, ma anche ascoltando i punti di vista più critici, non riesco a farmene una ragione. Loro sono dentro da innocenti per vari motivi. Il primo è di tipo personale: sono certa che non avrebbero mai fatto del male a Sarah. Il secondo riguarda la testimonianza del fioraio Giovanni Buccolieri, centrale per l’accusa, che torna a ribadire di aver solo sognato la scena in cui mia madre e mia sorella costringevano Sarah a salire in macchina”.

Sul padre: “Dai media è sempre stato presentato un pezzo di pane, vessato dalle arpie di casa, ma non è così. Ci raccontò, anche se non abbiamo trovato conferme, che in Germania aveva picchiato violentemente un uomo che aveva provato a rubargli i gettoni nella cabina telefonica. E poi c’è una cosa intima. Ero una ragazzina e dovevo fare la doccia. Come tutte le domeniche mi spogliai davanti a lui. Mi guardò e mi disse: ‘Da ora in poi tu non ti devi far più vedere così da me’. Mi sentii sporca”.

E ancora: “Sono certa sia stato mio padre a uccidere mia cugina. Quel pomeriggio secondo me Sarah è scesa in garage per non suonare, perché mia madre a quell’ora dormiva. Lui ci ha provato, lei lo ha respinto con un calcio e papà ha perso la testa. Dai verbali ho letto una sua dichiarazione che ha illuminato l’accaduto (’Non l’avevo mai vista con i pantaloncini così corti e il seno le stava sbocciando”. Mi ha riportato alla mente l’episodio della vasca”.

Questi sono solo alcuni dei passaggi presenti nell’intervista che potrete leggere dal 26 novembre.