18enne accoltellato al petto in pieno giorno, morto sull’asfalto: “Aveva la vita davanti, chi sa qualcosa parli”

ucciso un 18enne

Era giovanissimo, pieno di energie e con tanti sogni e progetti per il suo futuro ma la sua vita si è bruscamente interrotta il 10 dicembre, quando è stato pugnalato a morte

Sono straziati dal dolore i genitori di Yahya Sharif, 18enne trovato gravemente ferito, pochi giorni fa, a Coventry Road, Small Heath, a Birmingham, Regno Unito, poco prima delle 17.30. È accaduto venerdì 10 dicembre e immediatamente sono stati chiamati i soccorsi ma i paramedici non hanno potuto fare nulla per salvarlo, dichiarandolo morto sul posto, nonostante lunghi sforzi per tentare di tenerlo in vita. L’autopsia effettuata nelle ore successive ha confermato che il ragazzo è morto per una coltellata al petto, come riportato dal Birmingham Live. La polizia del West Midlands ha rilasciato a nome della famiglia una dichiarazione: “Non possiamo credere che Yahya sia scomparso dai nostri occhi. Ancora non conosciamo il motivo per cui è stato ucciso. Era un ragazzo giovane ed energico ed il suo sogno era quello di diventare uno specialista di marketing digitale”.

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Lo straziante messaggio dei genitori del ragazzo

“L’intera comunità è scioccata. Che Dio sia con la famiglia che ha lasciato, in particolare i suoi genitori”, hanno sottolineato le forze di polizia. Un cordone di agenti è rimasto attivo sulla scena del delitto fino a domenica per consentire alla scientifica di prelevare eventuali indizi e agli investigatori di svolgere indagini approfondite per stabilire cosa sia successo, chi sia coinvolto e perchè. Sono anche state raccolte immagini delle telecamere a circuito chiuso della zona per tentare in questo modo di ricostruire l’accaduto ed individuare l’assassino del 18enne. “Aveva l’intera vita davanti a sè, e gli è stata portata via nelle circostante più tragiche”, ha affermato il detective ispettore Hannah Whitehouse dell’unità omicidi della polizia. “Non c’è un motivo chiaro per l’attacco e stiamo lavorando 24 ore su 24 per identificare e rintracciare i responsabili. Abbiamo parlato con un certo numero di testimoni, ma abbiamo ancora bisogno di sentire da chiunque abbia informazioni che possano aiutarci”.