Morte Abdel, la Regione Lazio ha intrapreso un’indagine interna sugli ospedali coinvolti

La Regione Lazio vuole far luce definitivamente sulla vicenda. In Tunisia la morte di Abdel sta avendo ampio risalto mediatico.

È diventato un caso ormai la morte di Ben Abdel Latif Wissem, il tunisino di 26 anni scomparso lo scorso 28 novembre nel reparto psichiatrico del San Camillo di Roma dopo due giorni e mezzo di contenzione nel letto di ospedale.

Dopo l’inchiesta penale per omicidio colposo aperta contro ignoti, è scattata anche un’indagine interna, avviata dalla Regione Lazio, sui due ospedali dove il tunisino ha passato gli ultimi cinque giorni di vita. Essi sono il Grassi di Ostia e il San Camillo.

Le due indagini puntano a risalire a eventuali colpe del personale sanitario o degli agenti che l’hanno avuto in custodia nel Centro di permanenza per il rimpatrio di immigrati di Ponte Galeria.

Morte di Abdel, Fratoianni: “Tutti coloro che sono in custodia dello Stato devono essere rispettati nella loro dignità”

Questa vicenda sta avendo ampio risalto mediatico in Tunisia. In patria la famiglia del ragazzo sta continuando lo sciopero della fame, come segno di giustizia.

Ricostruiamo la vicenda. Il migrante tunisino è stato trovato morto mentre era legato a un letto del San Camillo. Abdel era dapprima stato ricoverato il 23 novembre al Grassi di Ostia. Era arrivato lì dopo un mese e dieci giorni trascorsi nel Centro di permanenza di Ponte Galeria. Al ragazzo era stato diagnosticato un “disturbo schizo-affettivo”. Secondo i familiari, invece, Abdel era un ragazzo “sano”.

La Regione Lazio vuole far luce su quanto accaduto al Grassi e al San Camillo, in modo da capire se le procedure di contenimento sono state eseguite secondo le norme vigenti.

Queste le dure parole di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: “Tutti coloro che sono in custodia dello Stato devono essere rispettati nella loro dignità e nei loro diritti. Sta qui il senso profondo di uno Stato democratico. Lo Stato italiano non può tollerare zone grigie o impunità di alcun genere. È per questo che la morte nei giorni scorsi in circostanze oscure del giovane tunisino nel Cpr di Roma deve essere chiarita fino in fondo”.