NN a tu per tu con Enzo Gentile: “I tormentoni fanno parte del tessuto collettivo di ognuno di noi”

Lo scrittore, giornalista e critico musicale Enzo Gentile torna in libreria con il volume ‘Onda Su Onda’ storie e canzoni nell’estate degli italiani (Zolfo Editore). Un analisi storica, culturale e musicale del tessuto sociale, musicale e artistico legata al cosiddetto “fenomeno” dei tormentoni. Dagli anni ’70 sino al 2020 lo scrittore ha analizzato, studiato e riproposto più di 500 canzoni, dieci per ogni anno, esclusivamente estive ed italiane. Un progetto e un volume che aiuta far riemergere in ognuno di noi, le emozioni, le storie e i momenti legati ad uno specifico brano. Un percorso di riscoperta musicale ma anche emozionale.

D: Leggendo il suo libro, mi sono soffermato su un passaggio importante. Certamente non è un libro nostalgico, ma una excursus anche attraverso la storia italiana. Quale è stato il punto di connessione tra la storia e la ricerca di cosiddetti tormentoni?

R: Io sono partito dal presupposto che ci sono sicuramente tante canzoni che appartengono alla memoria, ma anche al dna di chi le ricorda attraverso le stagioni. Ma anche chi non pratica la musica come mestiere ha nelle orecchie decine di canzoni, che non sa magari chi le ha cantate, ma le ha come dire “sottopelle”. E queste sono il tessuto collettivo della storia di ognuno di noi. Allora ho detto individuiamole, ho selezionato poco più di 500 canzoni, arrivando sino al 2020, partendo dal 1970. Catalogandole in dieci canzoni all’anno, solo estive e solo italiane, anche se ho dovuto restringere il target, ne sono venute fuori molte più di quanto credessi. Di queste 80-100 sono strafamose e popolarissime. Da li ho messo in parallelo, le voci, le testimonianze dei protagonisti di questi brani, che ho intervistato personalmente, e sono emersi anche ricordi inediti di quel tempo, nello stesso tempo ho messo parallelamente in comunicazione il tutto, con gli avvenimenti di quell’anno, alla fine mettendo in moto questa triangolazione, in ognuno di noi emerga un ricordo intimo e preciso. La mente ricorda grazie a quel brano, con chi ero, dove ero e che anno fosse. L’elemento individuale è quello che mette tutto insieme queste condizioni. Io ho solo messo in ordine e a fuoco, magari delle cose che mi erano sfuggite, fatto sta che ne è emerso un quadro preciso, specchio della propria memoria.

D: Quindi il boom di alcuni tormentoni, favori anche la ripartenza economica di quegli anni?

R: Sì, l’inizio della storia è proprio legata al periodo del boom economico. L’ Italia che ripartiva con le vacanze collettive, la costruzione di autostrade, c era maggior tempo libero, l ‘amore per il ballo, per la convivialità, la musica era un elemento fondate di quel tempo.

D: Lei ha avuto modo di individuare analizzando la storia dei tormentoni dagli anni 60 al 2020, alcuni musicisti che si sono “specializzati” nella realizzazione di tormentoni, ad esempio pensiamo ad Edoardo Vianello, come spiega questi “fenomeni” musicali?

R: Nel caso specifico di Edoardo Vianello si tratta proprio di una sua capacità artistica. Stesso discorso anche per Peppino Di Capri. Analizzando la canzone erano brani velocissimi di 2 o 3 minuti , divertenti che piacevano al pubblico, magari la stessa canzone presentata ad un Festival di Sanremo non avrebbe avuto lo stesso successo. Andando avanti negli anni, ad esempio gli 883, nacquero come gruppo divertente, seppure trent’anni dopo, avevano lo stesso spirito. Casi come ‘Maracaibo’ o ‘Tropicana’ nacquero nel periodo estivo e non potevano avere altra vita o “habitat musicale”, faccio fatica a pensarle come canzoni non conviviali o intime. Non potrebbero mai funzionare.

D: Questi tormentoni poi furono mossi anche da una serie di eventi di promozione, come il Cantagiro ad esempio che aiutavano nel fare conoscere la canzone. Eventi oggi inesistenti.

R: Sì, questi eventi aiutavano gli artisti a portare i loro brani in diverse città o cittadine, incontrando le persone, facendo foto, gli autografi. Era un altro modo di vivere il personaggio popolare. Oggi con la televisione si è spento tutto. All’epoca andare al Cantagiro in macchina scoperta era un evento.

D: Lei pensa che comunque a distanza di anni, ci sia un qualcosa di magico o di alchemico in questi testi?

R: In qualche caso c’è anche la componente della sorpresa. Ma sicuramente anche l’intuizione. Nel caso di ‘Abbronzatissima’ o ‘Una rotonda sul mare’, li è sicuramente merito. Poi c’è anche una componente tempistica, nell’arrivare al momento giusto. I testi leggeri e scanzonati fecero anche da contrappeso ai momenti bui dell’Italia come negli anni 70, e poi furono anche recuperati all’estero, basti pensare ad un pezzo come ‘Gloria’ di Umberto Tozzi che fa il giro del mondo e diventa un punto di riferimento musicale.

D: Tornando ai giorni nostri lei pensa, che oggi ci sia più attenzione alla fruibilità mentre in passato si dava maggior peso ai testi?

R: Sì, è cambiato sicuramente lo stile e l’approccio di tutto.

Sergio Cimmino