Lockdown per i No Vax? Le parole di Ricciardi (e le preoccupanti previsioni sui contagi)

Walter Ricciardi ha pronosticato oltre 100.000 contagi al giorno nelle prossime settimane. E ha annunciato restrizioni solo per i No Vax.

Il professor Walter Ricciardi ha rilasciato una lunga intervista al ‘Messaggero’, nella quale ha parlato della situazione Covid nel nostro Paese.

Questi i passaggi più interessanti: “L’impennata dei casi è impetuosa ma grazie al vaccino preme poco sulla rete ospedaliera rispetto al passato. A gennaio andremo oltre i 100mila contagi al giorno. Non credo tornerà il lockdown totale però: le regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo”.

Sui No Vax: “Ci saranno restrizioni solo per i No Vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro”.

Sulla chiusura delle scuole: “Il governo non vuole farlo. Si punterà a un salto di qualità nella gestione delle classi. Oltre a testare e tracciare gli studenti in caso di contatto, per cui ora è in campo il commissario Figliuolo, va migliorata la gestione dell’ambiente. Assieme a mascherine e distanze serve un monitoraggio costante dell’aria con indicatori dell’anidride carbonica che permettano un corretto ricambio d’aria. Se apri le finestre nel momento sbagliato non serve a nulla, se lo fai sempre fai ammalare i ragazzi”.

Walter Ricciardi: “A gennaio andremo oltre i 100mila contagi al giorno. Ci saranno restrizioni solo per i No Vax”

Il professor Ricciardi ha raccontato anche di una sua esperienza con una persona No Vax: “La mia domestica. L’ho convinta un po’ con il dialogo e un po’ con la persuasione del Green pass. Lei ora è felice e farà la terza dose con serenità. È la prova che in molti possono essere convinti, è un impegno da portare avanti”.

Infine, Ricciardi ha parlato del futuro della pandemia e se mai ci sarà una fine di essa: “Dipende cosa intendiamo: se intendiamo eradicarlo no. Finora ci siamo riusciti solo una volta, con il vaiolo. E in parte con la poliomelite, che persiste solo in Nigeria e Afghanistan. Con gli altri virus bisogna convivere. Ciò però non vuol dire abituarsi a 100 morti al giorno o 50mila casi, ma a normalizzare precauzione e vaccini”.