Candirú, il “pesce vampiro” parassita che entra nei genitali: storia vera o leggenda metropolitana?

lunghezza massima 40 cm

Le storie a riguardo sono molte ma nessuno ne ha la certezza: è vero o un mito che questo pesce sia in grado di ‘entrare nelle persone’ intrufolandosi attraverso gli orifizi del corpo?

Viene chiamato anche canna, pesce bastone o pesce vampiro. Il suo nome è Candirù e si tratta di una specie di pesce gatto parassita d’acqua dolce della famiglia Trichomycteridae, originario del bacino amazzonico. L’uso di questo nome a volte differisce tra gli esperti: c’è chi lo utilizza per riferirsi solo alla specie Vendellia cirrhosa mentre altri si riferiscono all’intero genere Vandellia, alla sottofamiglia Vandellinae o alle due sottofamiglie Vandellinae e Stegophilinae. Non se ne trovano più lunghi di 40 cm ma mediamente le dimensioni sono considerevolmente più piccole, il corpo è traslucido e questo li rende difficili da individuare nelle profonde acque dell’Amazzonia. E, proprio le specie più piccole, sono note per la loro presunta tendenza a farsi strada nel corpo umano passando dall’uretra. Ma quanto c’è di vero?

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Il candirù vive prevalentemente nei bacini amazzonici e dell’Orinoco (un fiume dell’america meridionale lungo oltre 2100 km). Fedele al suo soprannome di pesce vampiro, il candirú è ematofago, cioè succhia il sangue, quindi si attacca alle branchie dei pesci più grandi. Sebbene abbondino storie orribili di attacchi agli umani, pochissimi casi sono stati verificati e alcuni sono stati sfatati come miti o superstizioni. Di resoconti ne esistono numerosi e i primi risalgono alla fine del XIX secolo ma il primo caso documentato di estrazione di un candirù da un’uretra umana si è verificato nel 1997 e anche quell’incidente è stato oggetto di controversie. Tra le storie raccontate vi è quella del biologo tedesco CFP von Martius del 1829: non ha osservato direttamente l’attacco ma è stato informato dai nativi della zona, i quali hanno detto di aver anche messo varie forme di coperture protettive per i loro genitali quando entravano in acqua. Von Martius ipotizzò anche che i pesci fossero presumibilmente attratti dall'”odore” dell’urina. Successivi test sperimentali hanno dimostrato che ciò è falso, poiché i pesci effettivamente cacciano ad occhio nudo.

Il caso del 1997: cosa c’è di vero?

Un altro rapporto del naturalista francese Francis de Castelnau nel 1855 riferisce che un pescatore gli disse che è pericoloso urinare nel fiume. Secondo il pescatore, il pesce “esce dall’acqua ed entra nell’uretra, risalendo”. Lo stesso Castelnau ha respinto questa affermazione come ridicolmente assurda. Ad oggi, c’è un solo caso documentato di un candirú che è entrato nell’uretra umana, avvenuto a Itacoatiara, in Brasile, nel 1997. La vittima, un 23enne, ha affermato che un candirú “è saltato” dall’acqua alla sua uretra mentre urinava nel fiume. La vittima ha subito un intervento chirurgico urologico di due ore per rimuovere il pesce dal suo corpo. Nel 1999, il biologo marino americano Stephen Spotte si è recato in Brasile per indagare su questo particolare incidente. Spotte non ha espresso apertamente alcuna conclusione sulla veridicità dell’incidente. Ma ha ritenuto ‘sospetti’ alcuni particolari raccontati dal medico che ha eseguito l’operazione, il dottor Anoar Samad.