Il presidente del Turkmenistan vuole spegnere la “Porta dell’Inferno”: cosa sta succedendo?

L’incendio perpetuo nel cratere di Darvaza è attivo da oltre 50 anni. Il presidente turkmeno lo vuole spegnere per ridurre gli effetti nocivi nell’ambiente. Ma è questa la verità?

Avete mai sentito parlare della “Porta dell’Inferno”? Da più di 50 anni nel deserto del Karakum in Turkmenistan è attivo il cratere di Darvaza, con un incendio perpetuo sempre attivo. Questo cratere è davvero immenso. Le sue dimensioni si attestano sui 70 metri circa di diametro e sui ben 30 metri di profondità. Uno spettacolo davvero unico per chiunque si trovi a passare in quei posti.

Il presidente turkmeno, Gurbanguly Berdymukhamedov, avrebbe però ordinato la chiusura al pubblico del cratere. Inoltre, starebbe pensando addirittura di spegnere del tutto l’incendio perpetuo del cratere. Questo è ciò che riferisce il quotidiano locale ‘Neytralny Turkmenistan’.

Spegnere l’incendio perpetuo nel cratere di Darvaza: questa è la proposta del presidente del Turkmenistan

Per quale motivo il presidente del Turkmenistan avrebbe chiesto al governo locale di spegnere il rogo perpetuo? I motivi sono riconducibili prettamente a questioni ambientali. Infatti, per il presidente turkmeno il cratere sempre acceso ha effetti negativi sull’ambiente circostante e sugli abitanti delle terre vicine.

Sono in molti, però, a essere scettici su queste motivazioni del presidente locale. Infatti, i più cinici e, forse, realisti, nella proposta del presidente ci vedono un suo tentativo di sfruttare il giacimento di gas naturali che alimenta il fuoco nel grande cratere.

Sfruttare il cratere per esportare gas naturali potrebbe apportare introiti notevolmente maggiori al Paese rispetto al tradizionale turismo nel visitare la “Porta dell’Inferno”. Il Turkmenistan è posizionato in quarta posizionati fra i Paesi al mondo in possesso di giacimenti di gas naturali.