Ragazzo di 12 anni morto durante una corsa campestre. Il padre: “Non vedeva l’ora di partecipare”

Durante una gara di corsa campestre, un malore ha colpito il piccolo Carlo Alberto Conte. Il ricordo del padre: “Era un ragazzino meraviglioso”.

Nel corso della gara di corsa campestre ‘Cross della Vittoria’ a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, si è registrata una terribile tragedia. Poco dopo la partenza, infatti, uno dei giovani partecipanti ha accusato un malore e si è accasciato al suolo. Inutili i tentativi di soccorso dei medici e il massaggio cardiaco: Carlo Alberto Conte (12 anni) non ce l’ha fatta, lasciando tutti senza parole.

Queste le parole del padre, Dino Massimiliano Conte, rilasciate al ‘Gazzettino’ pochi giorni dopo l’incredibile tragedia: “Io mi ero posizionato al traguardo, mio figlio invece era dalla parte opposta. L’ho visto partire assieme a tutti gli altri atleti, poi all’improvviso si è fermato…”.

E ancora: “Era un ragazzino meraviglioso. Non vedeva l’ora di partecipare. Eravamo in auto solo io e lui, poi appena siamo arrivati ha raggiunto i suoi compagni. Sorrideva, sorrideva tanto”.

Un malore ha colpito un ragazzo di 12 anni durante una gara di corsa campestre a Vittorio Veneto

L’episodio è avvenuto durante la gara dello scorso 23 gennaio.

Il padre del ragazzo, nonostante lo choc, ha avuto la lucidità di raccontare ciò che è successo: “Ho visto tutti i ragazzini partire, poi ho capito che era successo qualcosa. All’altoparlante hanno detto subito che un atleta si era sentito male e hanno pure detto che era Carlo Alberto. Mi sono precipitato sul posto, sono arrivato assieme ai soccorsi. L’ho trovato disteso e gli stavano già facendo il massaggio cardiaco. Sono stato sempre assieme a lui. Prima per le procedure di rianimazione, poi sono salito in elicottero. Le hanno provate tutte, purtroppo non è bastato”.

Infine, l’ultimo ricordo: “Era fuori scala, eccezionale. Era intelligentissimo, approfondiva tutto, leggeva tanto. E poi c’era lo sport: era orgoglioso, ma veramente orgoglioso, di portare la maglietta delle Fiamme Oro e non vedeva l’ora di fare questa gara. Quella precedente non aveva potuto farla perché eravamo in montagna, a questa teneva tantissimo”.

I genitori di Carlo Alberto hanno chiesto di eseguire l’autopsia sul corpo del loro figlio scomparso. Ciò servirà a fare luce su cosa sia successo, per capire se la tragedia potesse essere evitata.