C’è un intruso in casa ma sbaglia e chiama la polizia a 5400 km: gli agenti arrivano comunque in pochi minuti

intervento rapido

Ha contattato la polizia per chiedere aiuto ma ha sbagliato destinatario di qualche migliaio di chilometri. Nonostante questo si è salvata

Chiedere aiuto alla polizia per un intruso nella propria casa ma contattare agenti a migliaia di chilometri dalla propria abitazione. È successo ad una donna residente a Durham, in Canada: che ha sentito rumori sospetti nella vicina stanza e dopo aver capito che si trattava di un ladro, ha chiesto aiuto alle forze dell’ordine andando però a scrivere ai poliziotti di Durham ma in Inghilterra. Un errore che sarebbe potuto costarle caro qualora l’intruso fosse diventato violento, ma che non ha impedito ai poliziotti di agire subito e aiutarla: infatti, nonostante la distanza oceanica, le forze dell’ordine sono giunte a casa sua in meno di trenta minuti. Questo perchè gli agenti inglesi hanno immediatamente contattato quelli dell’omonima località in Canada ed una pattuglia si è mossa pochi secondi dopo.

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Come la polizia è riuscita a rintracciare la donna nonostante l’errore

In pochi minuti la donna è stata rintracciata e il ladro è stato preso con le mani nel sacco a pochi metri dalla sua abitazione, il tutto in meno di mezz’ora. Immediatamente è scattato l’arresto con le accusa di effrazione e aggressione. Sul caso si è espresso il capo della sala di controllo della polizia di Durham, in Inghilterra: “Questo è stato un incidente insolito e una situazione molto angosciante per la vittima, ma la squadra è rimasta calma ed è riuscita ad aiutare i nostri colleghi canadesi e a risolvere la situazione in modo rapido e professionale. Chi gestiva la telefonata ha tenuto aperta la conversazione in diretta mentre allo stesso tempo era in contatto con gli ufficiali canadesi dell’Ontario, che sono stati immediatamente inviati sul posto”. A differenza sua gli altri due bambini erano sani, accuditi e felici, come sottolineato dagli investigatori nel loro rapporto. Quei bambini hanno ricevuto cure mediche regolari e hanno frequentato la scuola.