13enne arrestata e incarcerata per minacce: ma la vera responsabile si era spacciata per lei su Instagram

accusata ingiustamente di minacce

Nia Whims e la sua famiglia stanno intentando una causa per quanto accaduto alla 13enne, arrestata e accusata di minacce sui social. La giovane è stata incarcerata fino alla scoperta della verità: la responsabile era un’altra studentessa che si era spacciata per lei

Ha deciso di parlare, con accanto i suoi genitori, dopo essere stata arrestata e falsamente accusata di aver minacciato violenze contro la sua scuola nel novembre del 2021. Lei è Nia Whims, una 13enne della Florida, detenuta per 14 giorni dopo l’arresto per la falsa accusa, prima di tornare in libertà. Oggi la famiglia della giovane ha deciso di annunciare pubblicamente di aver intentato causa contro chi ritiene sia il vero colpevole, un’altra studentessa che si sarebbe spacciata per Nia su Instagram; ma la causa è anche contro la scuola, Instagram e la sua società madre. La famiglia ha anche presentato un avviso di intenti per citare in giudizio il dipartimento di polizia di Pembroke Pines per l’incidente.

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“Mi sentivo persa, è stato terrificante”

“All’inizio, mi sentivo davvero persa per la situazione. È stata un’esperienza terrificante”, ha detto Whims alla conduttrice di ABC News Live Prime, Linsey Davis in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi. “Quando si tratta dei nostri figli, le forze dell’ordine e i nostri funzionari scolastici devono assicurarsi che le prove siano inconfutabili prima di mettere i nostri bambini in manette”, ha detto a ABC News Live Marwan Porter, l’avvocato della famiglia. “E sappiamo che, sì, ci sono state situazioni che sono finite in tragedia in cui questo tipo di minacce deve essere preso sul serio”, ha aggiunto Porter. “Ma non può venire a spese dei nostri figli innocenti”. Dopo la scarcerazione della 13enne un altro studente il cui nome non è stato reso pubblico è stato accusato, come confermato dal dipartimento di polizia di Pembroke Pines in un comunicato stampa. Nella causa della famiglia di Whims si sostiene che sia stata intrapresa un’azione penale dolosa, che siano stati violati i diritti civili della 13enne e che abbiano inflitto intenzionalmente stress emotivo. Nella denuncia si sostiene che la 13enne sia stata vittima di bullismo e che la scuola non abbia indagato o risposto in alcun modo. Gli episodi erano aumentati al punto che la madre aveva deciso di ritirarla da scuola pochi giorni prima dell’arresto. La madre di Whims, Lezlie-Ann Davis, ha definito l’esperienza “traumatizzante” per entrambi. “Nessuno ha esaminato il danno che ha fatto”, ha aggiunto. “Emotivamente, mentalmente, sta ancora crescendo. È giovane e sta crescendo. Quindi da adulti, molte cose del nostro passato ci influenzano e penso che sia qualcosa che influenzerà anche lei”.