“Pena di morte per l’attentatore della maratona di Boston”. Ma ecco perchè può ancora evitare di essere giustiziato

decisione della corte suprema

Non ci sarà alcun processo per l’attentatore della maratona di Boston: la richiesta del 2020 è stata bocciata nelle ultime ore dalla Corte Suprema americana

Sei voti a favore e tre contrari. È questo l’esito della votazione con la quale la Corte suprema americana ha confermato la pena di morte per il responsabile (insieme al fratello) dell’attentato alla maratona di Boston. Una pagina tristemente indelebile per gli Stati Uniti, un attentato di matrice terroristica compiuto nove anni fa (il 15 aprile 2013) da Dzhokhar Tsarnaev, all’epoca 19enne, il quale con il fratello Tamerlan fece esplodere due bombe artigianali realizzate riempiendo di chiodi due pentole a pressione. Gli ordigni vennero posizionati nei pressi del traguardo su Boylston Street, a pochi passi da Copley Square e la deflagrazione provocò la morte di 3 persone, una delle quali fu un bimbo di 8 anni. Ben 264 furono invece i feriti, e 17 di loro persero gli arti. Il 19enne venne arrestato dalla polizia nelle ore successive mentre il fratello rimase ucciso in uno scontro a fuoco con gli agenti (anche un poliziotto ha perso la vita).

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Le motivazioni della Corte suprema

Ebbene nel 2020 un tribunale federale aveva accolto l’appello degli avvocati difensori dell’imputato affinchè si iniziasse un nuovo processo. Tutto è cambiato poche ore fa, quando la Corte suprema americana ha di fatto confermato la condanna a morte del giovane di origine cecena rinchiuso in un carcere di massima sicurezza in Colorado., che dunque non potrà difendersi. Nella sentenza della Corte suprema si legge: “Ha commesso crimini efferati. E tuttavia il sesto emendamento gli garantiva un processo equo davanti a una giuria imparziale. Ora ne ha ricevuto uno”. Nelle ore antecedenti la sentenza l’ex presidente Donald Trump aveva scritto su Twitter: “Pochi meritano la pena di morte come l’attentatore di Boston”. Biden invece aveva definito Tsarnaev un “terrorista” che ha agito “in favore della jihad”. Ma al momento non è chiaro se l’esecuzione verrà effettivamente programmata: una moratoria sulle esecuzioni federali è stata imposta, sotto l’attuale presidente, dal dipartimento di Giustizia.