Sondaggi politici, PD sempre in testa: Meloni insegue. La Lega ferma la discesa

La Supermedia elaborata da YouTrend per AGI evidenzia pochissime variazioni in questa settimana tra i partiti principali. 

Al comando c’è sempre il Partito Democratico, che guadagna un altro decimo di punto rispetto al già confortante 21,4% di due settimane fa, portandosi così al 21,5%. Il PD tiene a debita distanza sia Fratelli d’Italia che la Lega, che non riescono a riguadagnare terreno nei confronti del partito guidato dal segretario Enrico Letta.

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La forza sovranista della leader Giorgia Meloni conferma lo stesso risultato del sondaggio di 14 giorni fa: FdI, infatti, si ferma al 20,3%, in ritardo di oltre un punto rispetto al Partito Democratico.

La Lega, dopo molte settimane di discesa, torna a crescere, anche se solo di un decimo di punto: il Carroccio viene infatti dato al 17,2%.

Continua, invece, il calo del Movimento 5 Stelle, ormai sceso sotto il muro del 14%. Stando alla Supermedia di YouTrend, se si andasse oggi al voto i pentastellati otterrebbero il 13,8% delle preferenze.

Per quanto riguarda invece l’altro partito di centrodestra, Forza Italia, il sondaggio indica un 8,5%, con un leggerissimo guadagno rispetto all’8,4% di due settimane fa.

Centrodestra unito al 46%, ma il centrosinistra “largo” sarebbe davanti

Anche tra i partiti minori si registrano pochi cambiamenti, fatta eccezione per il passo indietro di Italia Viva, che scende al 2,5% (14 giorni fa era al 2,9%, ndr). Azione/+Europa sale invece al 4,8% rispetto al 4,5% della precedente rilevazione.

Ma cosa succederebbe in caso di ritorno al voto? Ad oggi è difficile dirlo, dato che sia all’interno del centrodestra che dentro il centrosinistra la situazione non è molto chiara (specialmente dopo il voto del Quirinale che ha portato alla conferma di Mattarella).

Tuttavia, l’eventuale coalizione di centrodestra composta da Lega, FdI e Forza Italia raggiungerebbe il 46% delle preferenze, mentre il sodalizio PD-M5S-Sinistra Italiana-Art.1 si fermerebbe al 39,1%. Il centrosinistra diventerebbe competitivo con l’apporto di forze come Verdi, Azione/+Europa e Italia Viva: in tal caso si arriverebbe al 48,7% dei voti.