Violentò una 13enne al cimitero, caccia all’uomo da 2 anni: “6000 euro a chi lo trova”

ricompensa per chi lo trova

La polizia non intende fermare le ricerche di un uomo autore di una violenza sessuale ai danni di una ragazzina. L’episodio risale al 2019 ma grazie alle immagini delle telecamere si spera di riuscire a catturarlo

Una ricompensa di migliaia di euro per chi riuscirà a trovare uno stupratore. A distanza di oltre due anni dal terribile episodio, la polizia ha alzato la posta per stringere il cerchio attorno ad un uomo accusato di aver violentato una 13enne: i fatti risalgono al 12 dicembre 2019 quando avvicinò la ragazzina, che stava rientrando a casa da scuola e che si trovava sola e, dopo averla immobilizzata minacciandola con un coltello perchè non parlasse, ha abusato di lei. La caccia all’uomo è partita subito dopo la denuncia della bambina, stuprata in un cimitero nella località di Retford, nel Nottinghamshire, nel Regno Unito ma nonostante diversi indizi le indagini non hanno portato all’uomo. Per questo le autorità hanno deciso di diffondere le immagini del presunto stupratore e di alzare a quasi 6000 euro la ricompensa per chi riuscirà a trovarlo o aiuterà la polizia a catturarlo.

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La mamma della vittima: “Mi sento in colpa, la responsabilità è mia”

Dal giorno dello stupro la madre della 13enne si sente in colpa e responsabile di quanto accaduto, spiegando in un’intervista alla Bbc di essere arrivata a scuola in ritardo quel giorno: “Ero in ritardo di cinque minuti. Se fossi stata puntuale non si sarebbe fatta male, è mia la responsabilità”. Il filmato delle telecamere di sorveglianza mostra il sospettato con indosso jeans e giaccone nero con cappuccio alzato camminare per la strada. Tutte le informazioni che consentiranno di arrivare a lui verranno premiate con la ricompensa in denaro: già nel 2019 erano stati offerti 1000 euro dall’organizzazione no profit Crimestoppers ma lo stupratore è rimasto a piede libero. Lydia Patsalides, East Midlands Regional Manager di Crimestoppers, ha sottolineato che ogni informatore rimarrà nel completo anonimato: “Sappiamo – ha dichiarato – che può essere difficile parlare di qualcuno sospettato di un crimine tanto grave, soprattutto se ci è vicino, ma nessuno saprà chi ci ha contattato. Ogni informazione anche la più piccola può essere utile”. tutto verrà poi girato alle forze dell’ordine che, prove alla mano, cercheranno di capire che possa corrispondere al profilo dell’uomo ricercato.