Nokia, Apple, Motorola e non solo: ecco i cellulari più venduti della storia – li ricordate tutti?

I cellulari hanno cambiato per sempre le nostre vite e questo nessuno di noi avrebbe potuto mai immaginarlo. Cinquant’anni fa è stata effettuata la prima chiamata a New York, da un impiegato della Motorola Martin Cooper, e da allora quel “mattone” ha stravolto il nostro modo di comunicare.

Smartphones

Pensare, infatti, un’esistenza senza telefono cellulare non solo è ormai fuori discussione – tutti possediamo almeno un device – ma anche anacronistica. Più passano gli anni e meno diventano le generazioni che hanno cominciato a familiarizzare col telefono solo in età adulta. Con l’avvento di internet e dei social, poi, il telefono ricopre un ruolo chiave per i nuovi modelli di socializzazione di cui si fa portavoce. Insomma, tutto passa dal cellulare, divenuto orami perfino un’estensione virtuale di noi stessi.

Ma chi ha prodotto il primo cellulare e dove?

Ritorno al futuro

Nel 1957, l’ingegnere sovietico Leonid Ivanovič Kuprijanovič brevettò un dispositivo per la chiamata e la commutazione dei canali di comunicazione radiotelefonica, il Radiotelefon LK-1. L’apparecchio aveva un proprio numero e riusciva a collegarsi alla rete telefonica via radio. Eppure, l’interesse iniziale del governo sovietico non bastò. Il progetto di Kuprijanovič venne abbandonato, a causa dei costi proibitivi per l’installazione delle stazioni radiofoniche automatiche ATR.

Vecchi telefoni

Quasi vent’anni dopo la OKI Electric, una società giapponese, diffuse la tecnologia dei telefoni cellulari negli Stati Uniti. Stavano competendo, infatti, con Motorola per finalizzarla e svelarla. Tuttavia, nonostante abbiano vinto la gara, Motorola è riuscita a creare i primi mercati di prova a Chicago e Washington DC. Il primo telefono cellulare commerciale, come detto, fu inventato da Martin Cooper, direttore della sezione Ricerca e sviluppo della Motorola, che fece la sua prima telefonata il 3 aprile 1973.

Dalla sua comparsa, il telefono cellulare ha usato diversi sistemi di funzionamento principali basati su differenti tecnologie e standard di comunicazione, dai sistemi analogici degli anni settanta/novanta a quelli digitali 3G e 4G.

Mentre il passaggio dal segnale analogico a quello digitale ha permesso, oltre a chiamare, di mandare SMS, registrare e visualizzare foto e filmati, il GPRS ha consentito l’utilizzo del telefono cellulare anche per inviare foto e filmati digitali, streaming audio e video, ma soprattutto di navigare su Internet. Una svolta, questa, davvero epocale che ha ampliato, ma allo stesso tempo ridotto, gli spazi comunicativi convenzionali.

1977-2020: quali marchi hanno dominato il mercato della telefonia mobile?

Se alla fine degli anni Settanta a dominare la scena mondiale è stata Motorola, nel corso degli anni le cose sono cambiate parecchio. Anche se oggi non è solo la “grande mela” a mantenere la testa della classifica.

Motorola, infatti, è stato un sinonimo di garanzia per la neonata telefonia durante tutti gli anni Ottanta con i loro Motorola DynaTAC e MicroTAC. Solo Nokia è riuscita a fare di meglio, rosicchiando per tutti gli anni Novanta e Duemila sempre più compratori alla sua rivale storica. Non è un caso che i dispositivi mobili più venduti siano stati i telefoni Nokia 1100 e Nokia 1110, rilasciati rispettivamente nel 2003 e nel 2005, facendo la fortuna di Snake. Entrambi gli anni hanno venduto oltre 250 milioni di unità.

Eppure, l’avvento del touchscreen ha fatto vacillare parecchio il dominio dell’azienda finlandese. I telefoni touchscreen più venduti, infatti, sono stati l’Apple iPhone 6 e 6 Plus, entrambi rilasciati nel 2014 con oltre 220 milioni di unità vendute.