Stanchezza e debolezza frequenti? Attenzione a questi segnali – cosa possono significare

Non sempre la spossatezza e la stanchezza sono legate ai ritmi di vita frenetici. In alcuni casi possono rappresentare veri e propri campanelli d’allarme di cinque malattie che solo un medico ed opportuni esami possono diagnosticare

Non di rado capita, a fine giornata ma anche appena svegli, di avvertire un senso di stanchezza o spossatezza, una debolezza che, nella stragrande maggioranza dei casi è semplicemente la conseguenza degli impegni quotidiani. Ma che non deve essere sottovalutata poichè, soprattutto se persistente o ricorrente, potrebbe nascondere vere e proprie patologie e rappresentare dunque un campanello d’allarme.

Le nostre giornate sono sempre più frenetiche e ricche di impegni e questo stile di vita può sicuramente tradursi in un senso di fatica mentale o fisica che rischia di accompagnarci dopo il nostro rientro a casa oppure la mattina, dopo il suono della sveglia. Segnali evidenti di un forte stress possono essere, ad esempio, l’emicrania (specialmente in chi normalmente non ne soffre) oppure il mal di stomaco o ancora la stanchezza: situazioni nelle quali sarebbe bene ‘rallentare’ e far riposare la propria mente ed il proprio corpo per ricaricare le energie.

Ma in altri casi ci troviamo di fronte a dei veri e propri campanelli d’allarme di cinque differenti malattie ed è importante saperlo per capire quando sia preferibile recarsi dal medico per sottoporsi ad eventuali esami, visite o controlli.

Stanchezza cronica? Può essere celiachia

La prima patologia legata ad una stanchezza frequente è la celiachia, disturbo alimentare cronico ed autoimmune che si manifesta in conseguenza dell’assunzione di glutine e che può portare a spossatezza accompagnata da altri sintomi come gonfiore addominale e crampi allo stomaco, repentina perdita di peso e diarrea. La debolezza, nella fattispecie, è legata alla difficoltà del proprio corpo nell’assorbire sia il ferro che altre vitamine a causa dell’atrofia dei villi intestinali. Solo attraverso opportuni e specifici test sierologici si può diagnosticare la celiachia.

Anemia e disfunzione tiroidea, come riconoscerle

La mancanza di ferro, che può interessare sia donne che uomini, è alla base dell‘anemia, altra patologia che si può manifestare proprio con una forte e costante stanchezza talvolta accompagnata da fiato corto e da sonnolenza diurna. L’emocromo, la tranferrina e la sideremia sono gli esami che consentono di diagnosticarla.

Proseguiamo con la terza patologia correlata alla spossatezza ovvero la disfunzione tiroidea che interessa la relativa ghiandola e che colpisce, nella maggior parte dei casi, le donne. È sovente accompagnata da aumento di peso e dolori muscolari e per diagnosticarla occorre sottoposri al TSH, al FT4 e al FT3, esami che vanno a monitorare la Tiroide.

Stanchezza? Può essere diabete o mononucleosi

Passiamo alla quarta malattia, una patologia cronica da non sottovalutare. È il diabete, dovuto ad un eccesso di zucchero nel sangue e che si manifesta sia con la spossatezza che con una repentina perdita di peso, con il costante bisogno di andare in bagno e con la sete. La misurazione della glicemia a digiuno è il test più importante per capire se si è diabetici. Infine la mononucleosi, nota anche come malattia del bacio.

Si tratta dell’unica patologia infettiva ed è di origine virale. Se diagnosticata attraverso il monotest, la ricerca degli antibiotici anti-EBV VCA, la ricerca degli anticorpi anti-EBV EA o l’esame emocromocitometrico significa che ci si trova davanti ad un’infezione. Solitamente ha una durata non superiore alle 6 settimane e, oltre alla stanchezza, si manifesta anche con un intenso mal di gola.