Il ghiacciaio italiano più a sud d’Europa sta scomparendo: ecco cosa ne rimane oggi

Non sono buone notizie quelle che arrivano dall’area del Calderone, il ghiacciaio italiano considerato il più a sud di tutta Europa. La sua situazione è preoccupante

Gli ultimi rilevamento non sono buoni e non fanno sperare per il meglio per il futuro. Ci troviamo all’ombra del Gran Sasso, sugli appennini, in quello che è noto come il “Calderone”, considerato il corpo glaciale più a sud di tutta Europa.

Carote di ghiaccio per salvare alcuni campioni
Perde un metro di ghiaccio ogni anno: l’allarme degli esperti

Ebbene stando ai dati raccolti da un georadar che nelle ultime ore ne ha percorso la superficie, rimarrebbero circa 25 metri di ghiaccio nascosti da una grande quantità di pietre. I rilievi sono stati effettuati nell’ambita di una campagna ad hoc mirante anche a raccogliere ‘carote di ghiaccio’, campioni che si spera di poter custodire nel cosiddetto ‘santuario dei ghiacciai montani in sofferenza’.

Perde un metro di ghiaccio ogni anno: l’allarme degli esperti

Cnr-Isp e Università Ca’ Foscari Venezia in collaborazione con esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Università degli Studi di Padova e della società Engeoneering Srls si stanno occupando dell’attività di ricerca sul Gran Sasso. L’obiettivo principale è il monitoraggio della de-evoluzione del Calderone che purtroppo annualmente perde almeno un metro di spessore.

Una riduzione del volume di ghiaccio enorme che, come sottolineato dal direttore Cnr-Isp e docente università Ca’ Foscari Venezia Carlo Barbante, “nei prossimi anni potrebbe privare l’area di una preziosa fonte di accumulo idrico. Oltre all’acqua, però, sono in pericolo anche le informazioni sull’ambiente e il clima del passato che il ghiaccio conserva e gli scienziati sono in grado di interpretare”, ha aggiunto l’esperto.

L'allarme degli esperti
La situazione è ormai irreversibile e parte del ghiaccio è mescolata a rocce (Fonte

Come appare il Calderone oggi

Proprio per avere memoria di questo ed altri ghiacciai in pericolo è in programma la realizzazione del cosiddetto “santuario”: della sua realizzazione si occuperà il programma internazionale Ice Memory, iniziativa co-ideata e coordinata in Italia proprio da Carlo Barbante. Il lavoro sul Gran Sasso è possibile, occorre sottolinearlo, grazie al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, Soccorso pubblico e Difesa civile, mettendo a disposizione sia gli elicotteri che personale specializzato.

Consentendo così di raggiungere in sicurezza la conca del Calderone che si trova a 2600 metri di quota, ai piedi del Corno Grande. La campagna, che rientra nell’ambito di diverse spedizioni per lo studio e la conservazione dei ghiacciai italiani, è finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca.

Perchè il Calderone è considerato un ex ghiacciaio

Nella seconda metà di aprile verrà effettuata una nuova missione di carotaggio del corpo glaciale e, come sottolineato da Barbante, con questa attività “gli archivi glaciali del Gran Sasso resterebbero così a disposizione delle future generazioni di scienziati anche quando il Calderone sarà definitivamente scomparso”.

Dalla prima spedizione sono emersi dettagli inequivocabili: vi è una parte di ghiaccio misto a pietre e alcuni metri di ghiaccio che sembrerebbe essere più pulito. Il Calderone oggi è considerato un ex ghiacciaio e viene definito glacionevato: grazie ai dati raccolti i ricercatori stanno cercando di individuare il punto migliore per prelevare una carota di ghiaccio profondo.