Guerra atomica, l’Europa trema: ecco i bersagli della Russia. E l’Italia…

La Russia è pronta ad alzare la posta in gioco. Nei giorni scorsi, la tv di Stato russa, infatti, ha mandato in onda una simulazione abbastanza preoccupante. Al Cremlino basterebbero meno di due minuti per incutere timore all’Europa.

Tic toc e poi boom. No, non siamo tornati all’epoca italiana futurista di inizio Novecento, ma ad una più preoccupante simulazione made in Russia. Complice forse la guerra – non più lampo – le delusioni del presidente russo Vladimir Putin sul campo di battaglia in Ucraina e le sanzioni economiche volute da tutta la comunità internazionale, il Cremlino al momento sembra sempre più stretto in una morsa.

Simulazione
Fonte: Screeshot TV Russa

Ma facciamo un passo indietro. La minaccia del nucleare, già paventata nelle settimane scorse, continua a far parlare ancora di sé. Questa volta, infatti, la televisione di Stato russa ha mostrato un filmato abbastanza preoccupante. Con le armi nucleari in suo possesso, Mosca riuscirebbe a fare fuori mezza Europa. E’ la tesi che è stata discussa seriamente dagli ospiti in studio durante uno dei talk show più amati e seguiti nel paese “60 minuti”, in onda su Primo Canale.

106 secondi per Berlino, 200 Parigi e 202 Londra. Insomma, l’intento del servizio è chiaro: incutere timore. I missili, infatti, lanciati da Kaliningrad tra Lituania, Polonia e Mar Baltico, sarebbero capaci di una distruzione senza precedenti. “Basterebbe un missile Sarmat e le isole britanniche non esisterebbero più”, ha dichiarato Aleksey Zhuravlyov, il presidente del partito nazionalista Rodina. Ma la deterrenza nucleare ha una sua efficacia o è una pratica già superata?

Sappiamo, infatti, quanto questa abbia fatto la differenza durante gli anni della Guerra Fredda, complici anche le conseguenze più tangibili e fresche di Hiroshima e Nagasaki in Giappone. Ma, analizzando meglio la propaganda russa, quali rischi si corrono veramente?

La minaccia atomica

Da una parte abbiamo la Russia che alza sistematicamente la posta in gioco, parlando addirittura di guerra metafisica tra le forze del bene e quelle del male, per poi però ritrattare le sue dichiarazioni. Un po’ come è successo nei giorni antecedenti l’invasione dell’Ucraina.

Sergei Lavrov
Fonte: Screenshot Zona Bianca

“Fin dall’inizio della nostra cooperazione con l’amministrazione Trump abbiamo offerto loro di riaffermare la tesi di Reagan-Gorbaciov del 1997 secondo cui non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare e che quindi non dovrebbe mai essere scatenata“. Ha puntualizzato, infatti, Sergei Lavrov, ministro degli esteri russo.

Dall’altra, invece, c’è il resto del mondo, soprattutto la Germania, estremamente dipendente dalle forniture di gas russo, le stesse che permettono a Putin di sovvenzionare la sua guerra. L’economia russa non è ricca né diversificata, quasi la totalità del Pil del Paese si deve alle esportazioni dei propri combustili fossili, ma senza più partner commerciali, sarebbe difficile mandare avanti anche la propria di Nazione.

Forse proprio per questo l’Italia è stata tenuta fuori dalla minaccia atomica, per continuare seraficamente i propri affari. Si è parlato, infatti, di grandi capitali europee senza nominare tra le altre Roma. Malgrado Mario Draghi abbia mantenuto nei giorni scorsi una posizione estremamente dura e rigida sull’operato russo, tanto da sbalordire Lavrov.

Ospite nel programma di Rete 4, ‘Zona Bianca’, il ministro ha colto l’occasione per parlare dello sgomento di tutto il Cremlino: “L’Italia è in prima fila tra i paesi che non solo adottano sanzioni anti-russe, ma anche tutte le iniziative in questo senso. All’inizio è stata una sorpresa, mi sembrava che il popolo italiano e l’Italia avesse un approccio un po’ diverso e sapesse distinguere il bianco dal nero”.