I transessuali potranno procreare anche dopo l’interruzione dei ciclo: la novità e i futuri scenari

La medicina riproduttiva si prepara a fare passi da giganti grazie alla recente scoperta, epilogo di un accurato e complesso studio, riguardante la possibilità di far maturare ovuli femminili tratti da ovaie ‘spente’ in laboratorio.

Ci è riuscito il team di Evelyn Telfer all’Università di Edimburgo: grazie al loro lavoro è stato possibile rendere vitali i gameti femminili tratti da persone transessuali che si erano sottoposte diverso tempo prima la partecipazione allo studio, a cure ormonali con utilizzo del testosterone.

La novità scientifica arriva dal Regno Unito
Test effettuati anche su persone trans che hanno usato testosterone diversi anni fa (Fonte Twitter)

La novità nei fatti consentirebbe loro di riuscire, con i propri ovuli, a programmare una maternità evitando di ritrovarsi con difficoltà e disagi legati ai metodi attualmente impiegati. Si tratta dunque di una novità di enorme rilevanza anche se accanto ai progressi che grazie allo studio la medicina riproduttiva potrà fare, apre le porte ad una serie di interrogativi di tipo bioetico. Le cure ormonali vanno a bloccare sia il ciclo mestruale che, di conseguenza, l’ovulazione ma la nuova procedura potrebbe permettere ad un uomo trans di procreare con i nuovi gameti, ricorrendo alla fecondazione assistita con la propria partner oppure attraverso maternità surrogata.

La procedura che potrebbe permettere ai trans di procreare con i propri gameti

Le donne intenzionate ad avviare il percorso per la transizione di sesso devono infatti interrompere il ciclo, se già iniziato, mentre se la transizione viene avviata da giovanissime esso non verrà avviato. Ad oggi per poter procreare con i propri gameti è necessario interrompere il trattamento per, di fatto, andare a riattivare l’ovulazione (e le mestruazioni).

La ‘MIT Technology Review’ ha spiegato che a Edimburgo si è riusciti a scoprire che potrebbe esserci una procedura più semplice. Per arrivare al risultato è stato prelevato tessuto ovarico, anche da persone che avevano assunto testosterone diversi
anni fa, per poi tentare in vitro di ottenere cellule riproduttive funzionali.

Entrando nel merito è stato tagliato, dai ricercatori, il tessuto che circonda il follicolo. Dopodichè, mediante un processo che va a stimolare le vie di segnalazione cellulare, lo hanno allungato, in maniera tale da fare in modo che venisse rilasciato un ovocita maturo. Questa procedura, già sottoposta a in Gran Bretagna ad una speciale autorizzazione e completamente libera negli Stati Uniti (seppur ancor non completamente testata) prevede che  successivamente la persona ricorra o alla fecondazione assistita, mediante donazione di seme maschile, generando così con il proprio partner un figlio, oppure tramite maternità surrogata.

La novità di uno studio
La procedura che potrebbe permettere ai trans di procreare con i propri gameti (Fonte Facebook)

Benefici anche per le donne malate di tumore alle ovaie

La tecnica verrà testata sulle pecore allo scopo di verificare sia che tutto proceda regolarmente durante la gravidanza ma anche che la prole sia sana. Lo studio, secondo alcuni ginecologi che non sono stati coinvolti nella ricerca, potrebbe avere benefici anche per le donne malate di tumore alle ovaie consentendo loro di congelare parti di un’ovaia invece dei gameti.

Occorrerà però affrontare tutte le questioni etiche ed in particolare quelle legate al rischio che l’utilizzo di questa ricerca possa incentivare la pratica dell’utero in affitto e che dunque debba essere controllata con specifiche regolazioni.