Il mistero delle terrificanti bambole trovate in riva al mare – le ipotesi sul ritrovamento “da brividi”

Gli scienziati non hanno ancora trovato una prova certa riguardante l’origine delle misteriose bambole che da un anno vengono trovate sulle rive di una riserva texana. Si tratta di giocattoli inquietanti perché deteriorati dal tempo

Da dove arrivano queste inquietanti bambole? Se lo stanno domandando in molti lungo la costa texana ubicata nell’area protetta Mission-Aransas National Estuarine Research Reserve che da mesi stanno assistendo ad un fenomeno di origine misteriosa. Una serie di bambole vengono trovate a riva, fortemente deteriorate, infestate dai molluschi marini o prive di parti del corpo dopo essere rimaste a lungo in mare e questo conferisce loro un aspetto decisamente inquietante e per certi versi macabro.

Le cause del fenomeno
Le misteriose bambole sono state messe all’asta (Fonte Mission-Aransas Reserve)

Vecchi giocattoli, non c’è ombra di dubbio, ma dall’aspetto sinistro in merito alla cui origine vi è al momento il mistero: ad oggi vi sono solo ipotesi sulla loro provenienza ma nessun indizio certo. Si sa solo che tutto è iniziato a gennaio del 2021, quando venne trovata la testa di una bambola, come confermato dal Marine Scienze Institute della Texas University che si occupa della gestione di questa splendida riserva.

Le misteriose bambole sono state messe all’asta

Da quel giorno sempre più bambole sono comparse all’improvviso lungo la Gold Coast, che ha una lunghezza di circa 40 miglia, e alcune foto delle bambole sono state postate sui social facendo aumentare l’alone di mistero intorno a questi ammalorati giocattoli, molti dei quali infestati da cirripedi balanomorfi e crostacei di vario tipo. Secondo quanto sottolineato da chi si occupa della gestione dell’area protetta ne sarebbero state trovate almeno trenta ed il fenomeno ha portato ad un deciso incremento dei follower e dei commenti sulle pagine social della riserva.

Gli scienziati hanno così avuto un’idea: mettere le bambole all’asta per raccogliere dei fondi da destinare alla gestione della riserva stessa; la testa è stata venduta a 35 dollari e la somma è stata destinata al centro di recupero per tartarughe marine. Le successive sono in attesa di un acquirente ed i prezzi di acquisto potrebbero decisamente aumentare, in primis perchè nel frattempo la storia del loro ritrovamento ha iniziato a fare il giro del mondo, in secondo luogo perchè è in crescita il numero di persone in cerca di oggetti ‘rovinati’ dallo scorrere del tempo e dagli agenti atmosferici, da utilizzare come mobili o soprammobili.

Sono quasi macabre
Un’estesa corrente ad anello potrebbe farle finire nello stesso posto (Fonte Mission-Aransas Reserve)

Una corrente ad anello molto estesa

Il dottor Jace Tunnell, direttore della Mission-Aransas National Estuarine Research Reserve ha raccontato a McClatchy News che le bambole più inquietanti “sono quelle che hanno perso tutti i capelli. La prima che avevamo trovato era una bambola del sesso, la sua testa. Ne ho postato una foto e non mi ero reso conto di cosa si trattasse. Dopo di ciò, abbiamo ottenuto molti follower sulla pagina”.

Lo scienziato ritiene che la causa del ritrovamento di bambole nella stessa zona sia legata ad una corrente ad anello molto estesa, che dopo aver catturato spazzatura e detriti li trascina sulle coste texane, che coprono circa 1000 chilometri; la maggior parte dei ritrovamenti è avvenuta nelle zone dell’isola di Matagorda e dell’isola di Padre.

Da dove provengono le bambole inquietanti?

Sull’origine dei giocattoli vi è un’ipotesi: si ritiene che possano far parte tutte di un solo container probabilmente caduto in mare per poi aprirsi e liberarle nelle sue acque. In passato fenomeni simili si sono già verificati: il più eclatante è quello avvenuto durante i primi anni ’90 quando decine di migliaia di paperelle di gomma vennero disperse nel Pacifico a causa di una tempesta che colpì una nave mercantile. L’incidente venne usato come base per lo studio delle correnti oceaniche.

Nel caso delle bambole, la raccolta fondi attraverso l’asta potrebbe dare, pur essendo basata su una forma di inquinamento dei mari, un contributo anche alla ricerca e alla tutela della fauna marina.