Scienziati sconcertati: l’isola fantasma ‘scomparsa’ da Google Maps esiste davvero?

Gli scienziati sono rimasti basiti nel trovarsi niente altro che le onde blu dell’oceano quando sono andati a cercare un’isola che avevano notato in precedenza sul Google Maps

Un vero e proprio mistero aleggia intorno ad un’isola fantasma, un lembo di terra nel Pacifico meridionale che ha lasciato perplessi persino gli esperti. Conosciuta come Sandy Island, quest’isola è stata un enigma per molti anni dopo essere stata inclusa in molte mappe, tra cui Google, per almeno un decennio. Posizionato tra l’Australia e la Nuova Caledonia, una macchia scura è apparsa su Google Earth, apparentemente diverso dalle isole vicine e questo ha dato seguito all’enigma.

L'isola fantasma
Negli scorsi anni un team di scienziati si è recato personalmente nell’area della presunta isola (Fonte Google Maps)

Nonostante la striscia di terra sia stata individuata tramite mappe e carte nautiche, gli scienziati si sono diretti nell’area della presunta isola, trovando nient’altro che onde blu del mare, ben lontani dalle loro aspettative. Il 26 novembre 2012, Google ha rimosso la cosiddetta Sandy Island dal suo servizio Google Maps, ma molti attenti utenti ricordano di aver individuato qualcosa dalla vista satellitare del fondale marino.

L’esploratore britannico James Cook fu tra i primi a scoprirla

Il lembo di terra sarebbe grande indicativamente quanto Manhattan e si troverebbe nel mar dei Coralli, nel Pacifico, tra Australia e Nuova Caledonia. Un atollo di medio-piccole dimensioni che risalirebbe a quando l’esploratore britannico, il capitano James Cook, tracciò una “Sandy I” al largo della costa nord-orientale dell’Australia, una mappa del 1774 da lui disegnata ma oggi letteralmente introvabile, come riportato dal Daily Express. La scoperta fu pubblicata nella “Chart of Discoveries in the South Pacific Ocean” di Cook nel 1776.

Fino al 1979 è certo che l’isola fantasma è stata presente nelle mappe del Servizio idrografico francese; ma negli anni successivi è arrivata una possibile conferma della sua ‘non esistenza’ da parte degli scienziati australiani del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation che hanno effettuato una serie di ricerche recandosi di persona nell’area dell’oceano nella quale si pensava ci fosse l’isola. Qui hanno però trovato soltanto un fondale della profondità di 1400 metri mentre dell’isolotto nessuna traccia.

Molteplici ipotesi
Potrebbe trattarsi anche di uno scoglio creato da un’eruzione (Fonte Twitter)

L’isola esisteva davvero?

Vi è però una controprova derivante da un’analisi effettuata nel 2004 su un’eruzione di un vulcano delle Isola Tonga avvenuta nel 2001. Gli esperti hanno accertato che una pietra pomice galleggiante sarebbe passata ad una ventina di chilometri da Sandy Island e hanno dunque ipotizzato che quello visto sul finire del 1700 potesse essere uno scoglio galleggiante composto da pietra pomice e frutto di un’eruzione vulcanica. Ad oggi il mistero rimane: le ipotesi sono molteplici, dall’errore cartografico alla possibilità che vi fosse davvero un’isola oppure che si trattasse solo di uno scoglio.