Una invenzione che potrebbe salvare 785 milioni di vite: l’inventore ha vinto un importante premio

Un giovane chimico ha messo a punto un metodo innovativo per ottenere acqua potabile nientemeno che dagli scarti alimentari. Accade in Uganda, paese nel quale il problema dell’accesso all’acqua è molto grave

Il tema dell’accesso all’acqua potabile è più che mai di primaria importanza perchè quasi il 39% della popolazione mondiale, ovvero oltre 2,6 miliardi di persone, non dispone di servizi igienico sanitari di base e si ritiene che almeno un abitante su dieci, circa 785 milioni di persone, non abbia ancora un accesso sicuro all’acqua con 144 milioni di persone che attingono l’acqua da bacini non controllati per bere (Dati del rapporto Unicef-Oms su acqua e igiene).

Produrre acqua da rifiuti alimentari
Il nuovo sistema è stato inventando da un ricercatore in Uganda (Fonte Pixabay)

Un problema serio che spinge i ricercatori a lavorare alacremente per trovare nuovi ‘metodi’ di creazione dell’acqua potabile che possano essere impiegati su larga scala nelle aree più povere o aride del mondo, consentendo non solo di salvare vite umane in maniera diretta, ma anche di ridurre il rischio di epidemie provocate proprio dall’accesso a fonti idriche non sicure.

Ottenere acqua dai rifiuti? Ecco come

Ebbene dall’Uganda è arrivata una scoperta a dir poco eccezionale realizzata da un giovane chimico locale, il quale è riuscito a dar forma ad un dispositivo in grado di ottenere l’acqua potabile nientemeno che dagli scarti alimentari. Dalle ossa di animali alle bucce dei tuberi, la sua intuizione è partita dall’idea di riciclare rifiuti in un Paese nel quale le difficoltà di accedere ad acqua bevibile in sicurezza sono note costringendo centinaia di comunità a bere da fonti contaminate dalla presenza di sostanze potenzialmente pericolose per la salute umana, con il concreto rischio di patologie più o meno gravi, allergie, intossicazioni ed infezioni, in alcuni casi anche con conseguenze fatali.

Il suo inventore ha vinto un importante premio

L’inventore si chiama Timothy Kayondo ed è riuscito a creare un depuratore di acqua mobile che ha chiamato Eco Mobile Water Purifier. Ma come funziona? Anzitutto si raccolgono rifiuti alimentari di vario tipo che devono poi essere essiccati, prima di venire uniti a speciali enzimi attraverso i quali si attiva un processo di produzione di ‘carbone attivo’ che depura l’acqua rendendola di fatto potabile e bevibile.

Una sorta di polvere filtrante che è sufficiente inserire in un contenitore portatile del depuratore, attivabile senza impiego di fonti non rinnovabili, bensì mediante energia solare. Questo sistema arriva a purificare fino a 300 litri di acqua l’ora ed è facilmente trasportabile dato che ha le dimensioni di una grande valigia.

Come funziona
L’invenzione è già stata installata in molti luoghi (Fonte Eco Mobile Water Purifier)

L’invenzione è già stata installata in molti luoghi

A riprova del fatto che l’invenzione sia di enorme valore, il suo inventore ha già ricevuto un importante premio del valore di 15mila sterline. Stiamo parlando dell’Africa Prize, che rientra nel programma denominato Africa Prize for Engineering Innovation e che mira a sostenere ricercatori ed inventori del paese impegnati quotidianamente nel trovare soluzioni per gravi problemi che affliggono l’Africa come, appunto, quello dell’accesso all’acqua potabile.

Il depuratore richiede al momento una serie di spese da sostenere per la sua installazione ma in diversi edifici è già presente, dalle scuole ai campi profughi e si spera che il progressivo abbattimento dei costi di questa invenzione, in continuo miglioramento, possano renderla più economica e diffusa.