Tony Blair: “Giudicato per crimini di guerra” – l’ex Primo ministro oggi è un’altra persona

La promessa del nuovo Millennio aveva un solo nome: Tony Blair. Tuttavia, la speranza della sinistra si è sciolta come neve al sole. Come sta oggi l’ex Primo ministro del Regno Unito?

Dopo la dissoluzione dell’Urss, la sinistra di tutto il mondo sembrava in procinto di implodere su sé stessa. Anche le forme più moderate rischiavano di estinguersi senza un leader carismatico, attento e molto “politico”, ovvero capace di stare sulla ribalta non perdendo mai un colpo. Ecco perché nel 1997 Tony Blair diventa sin da subito il simbolo di una sinistra riformista che esiste ancora e capace di stare al potere.

Blair e Bush
Fonte: Wikipedia

Fatalità vuole che Blair sia proprio Primo ministro del Regno Unito, da dove la sinistra con le sue lotte sindacali nell’Ottocento ha avuto il suo primo importante slancio. Troppe speranze forse su una sola persona o troppe illusioni, ancora a distanza di anni la causa resta opaca, fatto sta che la speranza della sinistra si è sciolta come neve al sole. Il laburista Blair, infatti, non rappresentava la sinistra classica del secolo breve, ma era figlio piuttosto del nuovo Millennio.

La Terza via, infatti, ha avuto in Blair la più vivida incarnazione. Superato il marxismo ed il rifiuto del capitalismo in toto, l’ex Primo Ministro si era ripromesso di formare una società basata su una salda giustizia sociale, sulle pari opportunità e sull’iniziativa privata. Insomma, più che rilancio del socialismo, con Blair si è assistito ad una occidentalizzazione estrema del laburismo molto vicina agli Stati Uniti. Ma Blair non sa ancora che ricoprire il ruolo di vassallo americano gli costerà carissimo in Patria.

Malgrado il primo governo dell’ex Primo ministro si sia distinto per l’introduzione del salario minimo, per la legge sui diritti umani e per la libertà d’informazione, facendo grandi cose in Patria, è stata la sua politica estera a far discutere aspramente.

Bush, la kryptonite di Blair

Dopo l’11 settembre, Blair ha abbracciato in toto la politica aggressiva, nonché guerrafondaia dell’amministrazione Bush. Ma non solo, l’ex Primo ministro ha inviato anche le Forze armate britanniche, come sostegno alla causa, che non si limitarono a presenziare in Medio Oriente, anzi avrebbero attivamente partecipato all’invasione afgana del 2001.

Tony Blair
(fonte: YouTube)

Il pacifista Blair crollò definitivamente però agli occhi del mondo appoggiando l’Iraq del 2003, la stessa che ora si sa essere stato un pretesto creato a tavolino dal presidente americano Bush. Saddam Hussein, in fatti, non possedeva armi di distruzione di massa. E anche se in seguito, nel 2015, Blair ammise di aver in parte avuto le sue responsabilità, orami era troppo tardi.

L’opinione pubblica britannica lo criticò apertamente per i sospetti di crimini di guerra, nonché per aver causato una guerra di aggressione. Così Blair, nel 2007 si dimise sia come leader del partito laburista che come primo ministro. Durò dieci anni il periodo d’oro di Blair. Ma che fine ha fatto il prodigio della sinistra?

Tony Blair, 69 anni oggi, e si è distinto per le sue posizioni politiche e le ospitate in tv contrarie alla Brexit prima e favorevoli, invece, al green pass dopo. Tanto che in molti si sono chiesti se questa sua entrata blanda in politica non segni un ritorno più decisivo in futuro. A Capodanno, infatti, la Regina Elisabetta ha conferito a Blair l’ onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Giarrettiera, il più alto riconoscimento pubblico.

Tuttavia gli inglesi non hanno per nulla gradito il gesto della sovrana. E’ stata anche lanciata una petizione popolare – da un milione di firme – per toglierli il titolo. Come riportato dal ‘Corriere della sera’ nella nota si leggeva: “Tony Blair ha causato un danno irreparabile alla costituzione del Regno Unito e al tessuto stesso della nostra società. È personalmente responsabile per aver provocato la morte di innumerevoli innocenti, vite civili e militari, in diversi conflitti. Solo per questo dovrebbe essere giudicato per crimini di guerra”.