9 maggio e polemiche: il Nazismo, Zelensky e quell’immagine postata per errore

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato, insieme a Putin ieri, protagonista assoluto del 9 maggio. Entrambi hanno parlato della grande vittoria dei rispettivi paesi contro il Nazismo. Eppure, su Telegram qualcosa non torna.

Che la giornata di ieri avesse un sapore meramente strumentale non ha stupito nessuno. Da una parte Vladimir Putin, convinto delle sue azioni fino alla fine, dall’altra Volodymyr Zelensky, paladino pop degli oppressi. Entrambi hanno sferrato ieri per il 9 maggio l’artiglieria pesante, portando in campo carisma e retorica funzionali alla propria causa.

Volodymyr Zelensky
Fonte: Facebook

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole, se non fosse per il fatto che, come ripetiamo ormai da un po’, non esistono schieramenti netti, né contrapposizione ferrea tra bene e male. Sembra ormai un discorso trito e ritrito, tuttavia, serve sempre rimarcare come non solo il nazismo sia ancora oggi politicamente rappresentato, ma abbia anche un suo core in tutti gli stati europei. Negare questo aspetto, significa voler cancellare una parte di realtà con cui dobbiamo necessariamente fare i conti, per non commettere errori, soprattutto di valutazione.

E poco importa se poi alle elezioni non riescano ad ottenere mai più del 2% necessario per ottenere una rappresentanza parlamentare. I gruppi filonazisti, esistono, ci sono e combattono sul campo, come i media italiani ed internazionali hanno sottolineato, con caritatevole indulgenza. Alla fine, l’Ucraina è il paese invaso e se per cacciare l’invasore è necessario compiere gesti straordinari, va anche bene, perché trascende la contingenza per qualcosa di molto più importante.

Basta non creare, però, cortocircuiti pericolosi, un po’ come il messaggio di Zelensky ieri per il suo canale Telegram. Ma cerchiamo di capire cosa sia successo e perché questo messaggio costituisca un grave errore da parte del presidente ucraino.

Totenkopf e libertà

Tra i vari messaggi e video di ieri lanciati da Volodymyr Zelensky, uno più di tutti ha catturato l’attenzione degli utenti Telegram. Il presidente ucraino, infatti, ha un proprio canale sull’app di messaggistica, tramite il quale il capo dello Stato in persona informa la popolazione ucraina, e non solo, sulla guerra in corso.

Messaggio Zelensky
Fonte: Telegram

Per il 9 maggio, però, è circolato anche questo comunicato proveniente direttamente dalla pagina ufficiale del presidente ucraino.

“Nella giornata della vittoria sul Nazismo, noi oggi stiamo combattendo per una nuova vittoria. Non è semplice, ma non abbiamo dubbi che alla fine vinceremo. Il nostro vantaggio rispetto al nemico? Noi siamo più brillanti grazie ad un libro. E’ il libro della storia dell’Ucraina. Non conosceremmo il dolore se tutti i nostri nemici potessero leggere e trarre le giuste conclusioni”.

Accade però che queste parole siano accompagnate da delle immagini, una di queste spicca in mezzo alle altre. E’ ritratto, infatti, un soldato ucraino con un teschio molto particolare. Si tratta del Totenkopf, simbolo della divisione corazzata tedesca delle Waffen-SS. In altre parole, il presidente ucraino avrebbe ricordato la vittoria sul Nazismo e l’attuale invasione russa, esaltando le virtù di un soldato ucraino, apparentemente filonazista.

Tuttavia, però, non si tratta di una novità. Anche se il battaglione Azov si è formato proprio in seguito all’esplosione della guerra civile nel Donbass contro i separatisti filorussi, si tratta di un gruppo paramilitare nazionalista e di estrema destra che rivendica, tra le altre cose, la controversa figura di Stepan Bandera, il padre dell’Ucraina molto vicino ad Adolf Hilter.

E’ importante ribadire come, in tempi di guerra, non ci sia nulla di male a farlo pur di garantire la salvezza del proprio popolo, tuttavia fa sorridere che si parli di vittoria del nazismo esaltando un Totenkopf.