“Possibile rischio batteri”: richiamo del Ministero della Salute – le confezioni d’acqua interessate

Il Ministero della Salute ha ritirato un lotto dell’ acqua minerale in bottiglia “Clavdia” per possibile presenza di batteri, come si legge sulla nota di richiamo del Ministero.

Controllare, non ogni giorno, ma quasi, il sito del Ministero della Salute sulle ultime allerte alimentari o richiami di prodotti può diventare un’ottima abitudine per un maggior consumo critico. Da quanto, infatti, la produzione è pensata massiva ed in larga scala, le sviste delle industrie sono davvero all’ordine del giorno. Ecco perché il Ministero aggiorna e controlla costantemente i prodotti che arrivano sulla nostra tavola. Questa volta è toccato all’acqua “Clavdia”, l’acqua minerale effervescente naturale.

Richiamo lotti acqua
Fonte: Canva

In una nota del Ministero si legge, infatti, che il prodotto richiamato a scopo precauzionale è l’acqua Clavdia. In particolare sono due i lotti incriminati. E’ stato chiesto il loro ritiro per la possibile presenza di Staphylococcus aureus, meglio conosciuto come stafilococco. Questo batterio può causare una serie di malattie, a seguito dell’infezione, che in genere però non richiedono trattamenti pesanti o rischiosi.

Tuttavia, i sintomi possono essere fastidiosi. Il primo, nonché il più comune, è la raccolta localizzata di pus, se il virus ha contagiato la pelle rendendola arrossata, gonfia e indolenzita. Altri invece possono essere febbre alta e brividi quando il batterio ha infettato il sangue oppure pressione sanguigna bassa.

L’anomalia dell’acqua Clavdia

E’ raro, però, che lo stafilococco aureo contamini l’acqua. Di solito, infatti, si trova in alimenti come le carni crude, il latte ed i formaggi. Molto frequentemente, dopo aver consumato uno di questi prodotti, ci si ammala per intossicazioni alimentari da stafilococco che causano nausea, vomito, diarrea e disidratazione.

Acqua Clavdia
Fonte: Sito Acqua Clavdia

Per quanto riguarda i sintomi questi compaiono nel giro di 1-6 ore dall’assunzione del cibo contaminato e la malattia ha solitamente un decorso non superiore ai 3 giorni. Fortunatamente, i pazienti affetti non sono contagiosi: le tossine non si trasmettono, infatti, da una persona all’altra.

Se state allattando il vostro bambino, invece, dovreste fare molta più attenzione. Il batterio può causare un’infiammazione della mammella o un ascesso del seno. E queste sono molto contagiose, rispetto all’intossicazione di cui abbiamo parlato prima. Il pus presente nelle ferite, infatti, può contenere al suo interno batteri. Ecco perché sarebbe sempre opportuno lavarsi le mani prima e dopo, per evitare di entrare in contatto con lo stafilococco.

Leggiamo con attenzione però ora la nota del sito del Ministero per capirne di più sul richiamo e sui lotti incriminati e su come fare per individuarli.

Il Ministero ha reso noto che il prodotto richiamato è venduto in bottiglie da 1,5 litri con il numero di lotto L21111 e il termine minimo di conservazione (Tmc) 21/04/2023, e in bottigliette da 0,5 litri con il numero di lotto L21292 e il Tmc 21/04/2023. L’acqua minerale in questione è stata prodotta ad Anguillara Sabazia (Roma) dall’azienda Sorgenti Clavdia Srl, nello stabilimento di via della Sorgente Claudia 5.

Se avete quindi queste confezioni a casa, fareste meglio a non berle e a restituirle, anche senza scontrino. Vi basterà far presente la nota del Ministero per avere anche un rimborso.