Nel manifesto del killer di Buffalo compare il sole nero del Battaglione Azov: di cosa si tratta?

Payton Gnedron, il killer di Buffalo e suprematista di estrema destra, condividerebbe col Battaglione Azov un simbolo inequivocabile con oltre 70 tristi anni di storia alle spalle. Di cosa si tratta?

Sarebbero davvero tante le cose da dire e da scrivere sulla strage di Buffalo di sabato pomeriggio. Si potrebbe dire, ad esempio, che questa sia il frutto di un tragico incidente, e lo è. Eppure, se negli anni una condotta simile si ripete più o meno sistematicamente, non si può più parlare di emergenza o di casi isolati, piuttosto di statistica. Si tratta, infatti, di un problema che riaffiora in superficie ogni qual volta posizioni estremiste e suprematiste si radicano a tal punto in una persona da giustificare azioni violente. Ma non solo.

Il killer di Buffalo
Fonte: YouTube

Il 18enne che ha sparato contro un gruppo di persone, intente a fare la spesa in un supermercato, nel 2021 era stato già indagato per minacce simili. Il giovane, infatti, aveva in mente di compiere una sparatoria anche nel suo liceo, il Susquehanna High School di Conklin. Tuttavia, dopo una valutazione psichiatrica, Gendron è stato rilasciato, affermando come in realtà stesse scherzando.

Nel frattempo, però, gli è stato concesso non solo di pianificare una strage motivata dal razzismo, ma anche di comprare un’arma da fuoco. Questo grazie alle leggi estremamente morbide e permissive sulla compravendita di armi negli Stati Uniti.

Il sole nero di Azov e Buffalo

Ma tornando al killer di Buffalo, il suo attacco è stato premeditato: sapeva cosa fare e chi attaccare. Gendron, infatti, ha scelto il supermercato Tops non guidato dal caso, ma perché consapevole della grande quantità di afroamericani presenti nella zona. La grande “minaccia” dei bianchi per il giovane.

Il sole nero
Fonte: Twitter

E’ stato ritrovato, infatti, un testo di 180 pagine scritte dal 18enne, in cui si parlava di un genocidio degli europei in corso. I bianchi, insomma, secondo il ragazzo, sarebbero in pericolo. E’ in questo clima che si forma la coscienza politica del giovane, affascinato dalle idee complottiste dell’estrema destra al punto da uccidere per supportare la causa. Tuttavia, un dettaglio non è passato inosservato.

Nel manifesto di Payton Gendron compare anche una versione particolare del “Sole nero“, legato – insieme alla svastica – all’ideologia nazista. Questo simbolo, però, è stato usato anche dal battaglione Azov, il gruppo paramilitare di estrema destra ucraina, come emblema ufficiale. Solo un anno dopo la formazione del battaglione, il “Sole nero” è stato rimosso, a seguito di una legge del parlamento ucraino che vietava l’uso dei simboli nazisti.

Tuttavia, il caporedattore della testata indipendente russa Meduza – che sfida la censura russa – è tornato sull’argomento in questi giorni. Kevin Rothrock ha spiegato su Twitter, infatti, che l’immagine ha ancora i suoi ammiratori nelle forze armate ucraine, come ha dimostrato un recente scandalo sulla pagina Twitter della NATO.

Sappiamo ormai che il gruppo nazionalista di estrema destra si è formato in seguito alla guerra civile esplosa nel Donbass contro i separatisti filorussi. Ma non è nemmeno un segreto che prenda a modello Stepan Bandera che collaborò con la Germania nazista durante la seconda guerra mondiale rendendosi anche protagonista, in parte, dell’Olocausto in Ucraina.