L’acciaieria Azovstal è una bomba ecologica pronta ad esplodere: siamo tutti in pericolo!

Dopo la resa del Battaglione Azov a Mariupol, l’acciaieria Azovstal è pronta a rilasciare, con tutta la sua potenza, una vera e propria bomba ecologica. Ma oltre al Mar Nero, è a rischio anche il Mediterraneo.

La guerra assorbe così tanto la nostra attenzione, catalizzandola verso gesti, azioni e stragi compiute dagli uomini, da eclissare tutto il resto. Anche la minaccia di Černobyl’ in mano ai russi, oltre a qualche titolo ad effetto, preoccupazione effimera e suggestione nostalgica, non ha sortito effetti eclatanti. C’erano prima Bucha, Kharkhiv e Mariupol. In queste tre città migliaia di civili sono morti per mano di soldati russi che eseguivano solo ordini provenienti da molto lontano.

Acciaieria Azovstal
Fonte: YouTube

Tuttavia, proprio a Mariupol, il battaglione Azov si è arreso, dopo mesi di lotta estenuante. Già questa, anche se simbolicamente, rappresenta una vittoria per l’Ucraina che ha fatto sudare alla Russia la conquista dei territori ad est del Paese. Ora si cerca di capire cosa ne sarà dei quasi 1000 soldati arroccati all’acciaieria Azovstal. Il Cremlino, infatti, sembra non avere molti dubbi sul loro destino – data anche la matrice nazista del gruppo – ma ora che l’Azovstal è caduta, sono anche altri gli aspetti da non sottovalutare.

Dopo la resa del Battaglione Azov a Mariupol, infatti, l’acciaieria Azovstal è pronta a rilasciare, con tutta la sua potenza, una vera e propria bomba ecologica. Ma oltre al Mar Nero, è a rischio anche il Mediterraneo.

Acciaieria al veleno

Come riportato da ‘Il Messaggero’ il sindaco di Mariupol, Vadym Boichenko, ha dichiarato cosa ci sia nei sotterranei dell’acciaieria Azovstal: “Sono presenti condutture che contengono decine di migliaia di tonnellate di acido solfidrico. I bombardamenti potrebbero averle danneggiate, e il riversamento del liquido potrebbe uccidere completamente la fauna e flora del Mare di Azov e riversarsi poi nel Mar Nero e di qui nel Mediterraneo”, ha spiegando Boichenko lanciando un allarme importantissimo.

Bomba ecologica
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Proprio per questo, il sindaco ha anche richiesto l’intervento di esperti dell’Onu per evitare quella che per Vadym Boichenko sarebbe una catastrofe mondiale. Da oltre due mesi, infatti, l’acciaieria era stata pesantemente bombardata dall’esercito russo, pur di piegare la resistenza ucraina. Tuttavia, ora che il battaglione si è arreso, le condutture dell’Azovstal piene di veleno e lasciate allo sbando potrebbero rivelarsi una minaccia concreta per l’ambiente.

Se il liquido dovesse entrare in contatto con le acque del Mar Nero, potrebbe distruggere in un attimo la fauna e la flora marina, arrivando fino al Mar Mediterraneo. L’acido solfidrico fa parte di molte lavorazioni industriali, ma è anche velenoso in alte concentrazioni che possono uccidere anche con un solo respiro. In altre parole, basta inalarlo anche solo per un secondo per morire, si tratta, infatti, di un acido estremamente letale.

“È una situazione che può davvero essere paragonata all’uso di armi chimiche. I russi non hanno portato qui sostanze tossiche, ma hanno riversato nell’ambiente quelle che erano già sul territorio dell’Ucraina”, ha spiegato il biologo e naturalista ucraino Oleksii Vasyliuk al New York Times. Quando la guerra sarà finita, insomma, dovremmo fare i conti con le azioni scellerate dell’uomo contro l’ambiente.